lunedì 4 maggio 2015

Vuoi ricevere ebook gratis in inglese?

Se vuoi ricevere ogni giorno una lista di ebook in inglese da scaricare gratuitamente, puoi iscriverti al sito DailyFreebooks: cliccando su "Get our Daily Email" ti verrà richiesto l'indirizzo e potrai selezionare i generi letterari che preferisci, in modo da ricevere ogni giorno i titoli di tuo interesse.


Gli ebook segnalati nell'email giornaliera di DailyFreebooks sono scaricabili da Smashwords (in formato ePub) oppure da Amazon. In quest'ultimo caso avrai bisogno del Kindle oppure, se leggi sullo smartphone, della relativa app gratuita (per saperne di più, leggi Come scaricare 69.000 ebook gratis da Amazon e leggerli senza Kindle).

Se preferisci evitare la mail quotidiana, puoi comunque usare DailyFreebooks selezionando sul lato sinistro della home page i generi letterari di tuo interesse: comparirà la selezione di ebook che corrisponde alla tua scelta.

Buone letture!

Se ti interessano gli ebook gratuiti, scopri anche:

  • il gigantesco Internet Archive, con testi per lo più in inglese,
  • Freebook Sifter, un sito che permette di cercare ebook su Amazon, Barnes & Nobles e altri,
  • alcuni siti con risorse in italiano,
  • eLibrary USA, un sito del governo americano che riunisce oltre 40 banche dati da cui è possibile scaricare libri e articoli,
  • Media Library Online, un archivio di contenuti digitali gratuiti accessibile tramite le biblioteche comunali.

martedì 7 aprile 2015

Cosa aspettarsi da un'amante dei libri?

Se frequenti un'amante dei libri oppure hai deciso di vivere con lei/lui, ecco alcune cose da sapere:
  • Le visite ai negozi di abbigliamento il sabato pomeriggio diventeranno un lontano ricordo... nei momenti di shopping passerai da una libreria all'altra, alla ricerca di quel romanzo di cui il/la partner ha sentito parlare così bene.
  • La domanda che ti farà capire che il vostro rapporto ha fatto un passo avanti non è "Mi presenti i tuoi?", ma "Posso vedere la tua libreria?".
  • Lui/lei avrà incomprensibili scatti di nervosismo. Non preoccuparti, non è colpa tua: è solo che non trova niente di buono da leggere.
  • Smetterai di ascoltare la radio o di guardare la tv: fanno rumore e distraggono dalla lettura (ma puoi sempre comprarti un bel paio di cuffie).

  • Il trasloco nella vostra nuova casetta sarà molto, mooolto impegnativo. I libri pesano e il/la partner ne avrà innumerevoli scatoloni... a cui non può assolutamente rinunciare.
  • La vostra peggiore lite non sarà scatenata dalla gelosia, ma dal fatto che inavvertitamente le/gli hai rivelato il finale del libro che sta leggendo.
  • La vostra vita sociale diminuirà, soprattutto se il tuo migliore amico non restituisce quel maledetto romanzo che lui/lei gli ha prestato sei mesi fa.
  • I libri invaderanno progressivamente ogni angolo della vostra casa: preparati a eliminare la vasca da bagno, i soprammobili e tutto ciò che non è strettamente indispensabile o utilizzabile per ospitare libri... sì, anche il tuo amato stereo.
Cara/o amante dei libri, c'è qualche altro suggerimento che puoi dare a chi vuole frequentarti o vivere con te? Scrivilo nei commenti!


Se l'argomento ti interessa, leggi anche The comprehensive guide to dating a book nerd.
La foto di Craig Sunter è rilasciata con licenza Creative Commons BY-ND 2.0 ed è disponibile qui.

lunedì 23 marzo 2015

La domanda che conta davvero...

Leggendo La sovrana lettrice, una perla di humour britannico firmata da Alan Bennett e tradotta da Monica Pavani per Adelphi, troviamo la regina d'Inghilterra alla scoperta di un mondo per lei ancora inesplorato, quello dei libri.


La regina si dedica al suo nuovo hobby prima per senso del dovere, poi con vera passione, e la cosa non è priva di effetti nei suoi incontri pubblici. Invece di scambiare i soliti convenevoli con capi di Stato e persone che vanno a renderle omaggio, comincia infatti a chiedere: "Che libro sta leggendo in questi giorni?".

Potremmo cominciare a fare la stessa domanda anche noi, quando incontriamo qualcuno: in molti casi la risposta potrebbe essere più interessante e rivelatrice rispetto al classico "Come stai" e qualche volta potrebbe anche andare a finire come in questo video:

lunedì 16 marzo 2015

La fobia di ripetizioni e assonanze: un male da traduttori

Se traduci, rivedi o scrivi testi, ti sarai sicuramente posto il problema di evitare non solo le ripetizioni indesiderate all'interno della stessa frase, ma anche le assonanze (ad esempio quelle tra gli avverbi in -mente), che risultano così fastidiose alle orecchie di un italiano, ma vengono usate con grande disinvoltura in inglese.

Mentre riflettevamo su questa e altre nostre deformazioni professionali che a volte sconfinano nella mania, ci siamo imbattute nell'ironico brano di Luciano Bianciardi che riportiamo sotto (dal capitolo VI de L'integrazione, Bompiani 1960), sentendoci comprese fino in fondo.

Ecco come lo scrittore riporta un dialogo tra redattori di casa editrice che rivedono una traduzione:

“Senti un po’ che roba,” faceva per esempio Ardizzone entrando nella nostra stanza con un foglio in mano: “È stato proclamato… e poi più sotto… ha visto giusto… e ancora, sempre nella stessa pagina… veramente indipendente.”
“Cosa c’è che non va?”
“Come cosa c’è che non va? Ma sei sordo? La rima, no? Ato ato, isto usto, ente ente. Ma è possibile che si debban leggere cose di questo genere?”
I traduttori, tutti quanti, parevano specializzati in rime. Forse lo facevano apposta, per farci arrabbiare: l’azione della delegazione, l’invito del partito, il bagno nello stagno, Vera era sincera, l’amore del dottore, il gatto di quel matto, il priore di Camaiore, il dente del presidente, orari ed onorari, gelosa e smorfiosa. E poi c’erano le quasi rime, forse peggiori delle rime vere e proprie: in vista della visita, c’è stato un convito, l’acqua e la risacca, l’impegno del compagno. Oppure i frequenti raddoppiamenti: tutta la folla in sommossa, metti quel tappo sul letto, reggi la molla sul sasso, fuggì la rissa Claretta, e così via. Non dico poi dei brutti scontri consonantici, sul tipo di tre tremende tribù, dodici dotti dottrinari, aveva avuto l’avvocato, tutto quel tritrì, dodò, vuvuvù.

Che ne pensi?

Se vuoi verificare il tuo livello di mania nei confronti dei testi scritti, fai il test "Quanto sei pignola/o con le parole?".
La foto "One by One" di Daniel Kulinski si trova qui ed è rilasciata con licenza Creative Commons BY-NC-SA 2.0.

martedì 24 febbraio 2015

Romanzi del passato? Dizionari del passato!

Ti è mai capitato di tradurre testi di autori del passato, ad esempio dell'Ottocento?

In questi casi utilizzare dizionari recenti può non essere di aiuto, perché certe parole sono usate con accezioni oggi obsolete che sui vocabolari degli anni 2000 non compaiono neanche più.
Per risolvere questi dubbi conviene cercare su dizionari più vecchi, possibilmente contemporanei al testo che stiamo traducendo.
Ma dove e come trovare opere del genere?

Sulla biblioteca digitale Internet Archive, di cui abbiamo parlato recentemente, è possibile fare una ricerca specifica indicando il titolo del dizionario che cerchiamo (o alcune sue parole chiave) e le date di pubblicazione che ci interessano.
Se ad esempio inseriamo nella maschera le parole chiave "Webster" + "English" + "Dictionary"e le date di pubblicazione "1850-1910", otteniamo ben 40 risultati, tra i quali potremo sicuramente trovare il dizionario che fa per noi.
I testi sono ormai di pubblico dominio e quindi consultabili liberamente online oppure scaricabili in vari formati (ma i file sono molto pesanti).



E se invece nel romanzo che stai traducendo si citano oggetti che ai giorni nostri non esistono più, puoi cercarli sulle enciclopedie di una volta, come la Britannica: ecco il risultato di una ricerca fatta con le parole chiave "Encyclopaedia" + "Britannica" le stesse date di pubblicazione (1850-1910).

Buone ricerche a tutti!


Se ti interessano i dizionari, leggi anche questi post:
La pubblicità dell'undicesima edizione della Britannica (1910-11) si trova qui ed è di pubblico dominio.

domenica 8 febbraio 2015

Come imparare una lingua e combattere la fame nel mondo

Conosci Freerice.com? È un sito che ti permette di imparare nuovi vocaboli inglesi, francesi, spagnoli, coreani e italiani con dei semplici test a scelta multipla. Fin qui niente di nuovo: qualcosa di simile fa anche Memrise, di cui avevamo parlato in questo post.


L'aspetto più originale e positivo dell'iniziativa è che per ogni risposta giusta il sito dona 10 chicchi di riso al Programma Alimentare Mondiale per combattere la fame: più indovini, più doni, e la spesa è sostenuta dagli sponsor che appaiono sotto il riquadro contenente il test. Puoi così imparare qualcosa di nuovo contribuendo al tempo stesso a una buona causa.

Se conosci già la lingua, puoi scegliere il livello di difficoltà che fa al caso tuo (ce ne sono a decine) e, ogni volta che sbagli la risposta, il sito lascia passare qualche secondo, poi ti ripresenta la domanda in modo da consentirti di fornire quella giusta.

Oltre alle lingue, è possibile fare test di ogni genere, ad esempio sulle capitali del mondo, le opere letterarie, la matematica e molto altro.

Buon divertimento e buone donazioni a tutti!

martedì 3 febbraio 2015

Test: essere o non essere... sul web!

Oggi ti presentiamo un test che ti permette di autovalutare la tua visibilità in rete: l'abbiamo pensato per i traduttori editoriali, ma con i dovuti aggiustamenti vale per chiunque svolga una professione in proprio nella quale occorre cercarsi costantemente nuovi clienti... o, come nel caso nostro, nuovi libri da tradurre!

Il web, se ben gestito, è una porta dalla quale possono entrare contatti utili che a volte danno vita a nuove occasioni di lavoro (come raccontiamo in questo articolo sul web marketing per traduttori editoriali). E allora perché non renderci visibili ampliando così la nostra rete professionale?


Ecco il test: assegnati un punto per ogni risposta positiva.
  1. Hai inserito il tuo profilo completo sui database online dedicati ai traduttori (Strade, AITI, Children’s Book Translators, altri)?
  2. Partecipi attivamente alle liste di discussione (Strade, AITI, Qwerty, Biblit, altre)?
  3. Le tue email hanno una firma personalizzata con qualifiche, lingue di lavoro, affiliazioni e contatti? 
  4. Hai un profilo Facebook che usi per la professione? 
  5. Hai un profilo Google+ su cui posti aggiornamenti relativi alla professione? 
  6. Hai un profilo Linkedin completo? 
  7. Usi attivamente Linkedin sfruttandone le potenzialità? 
  8. Hai un sito internet dedicato all'attività di traduttrice/ore? 
  9. Hai scritto articoli per riviste online o siti dedicati alla traduzione?
Ed ecco i risultati:

Zero punti:
Ahiahiahi, questo è il massimo dell'invisibilità e dell'isolamento, vizi storici dei traduttori editoriali... non solo non frequenti il web, ma probabilmente nemmeno i tuoi colleghi! Iscriviti al più presto ad AITI e Strade: essere in rete con gli altri è la prima cosa da fare per prendere coscienza della propria professionalità e approfondire la conoscenza dei meccanismi dell'editoria, dopodiché potrai migliorare anche la visibilità online!

Da 1 a 3 punti:
Compilare tutti i campi di un database o di Linkedin è noioso, è vero, e non parliamo poi di crearsi una firma standard per le email... uuuh che uggia! Forse non ami molto l'informatica o magari non credi nelle potenzialità del web come fonte di contatti utili, ma potresti sempre fare un esperimento: male che vada perderai qualche ora su internet. Se invece funziona, potresti avere qualche bella sorpresa.

Da 4 a 6 punti:
Nei momenti liberi hai deciso di fare qualche sforzo e di curare la tua immagine sul web: ottimo! Forse però i risultati non sono stati quelli che ti aspettavi e dopo un po' hai smesso di aggiornare il tuo profilo, di postare, di chiedere l'amicizia a potenziali contatti utili... Non ti arrendere proprio ora, sul più bello! Dedica un po' di tempo tutti i giorni al web e prima o poi, quando meno te lo aspetti, qualcuno si farà vivo con una proposta di collaborazione.

Da 7 a 9 punti:
Forse perché l'informatica ti è amica o magari perché hai pensato che il web potesse darti una mano, ti sei impegnata/o per renderti visibile online. Ben fatto, continua così! E se ti va, racconta su questo blog i risultati che hai ottenuto: quale canale ha funzionato meglio? Quanti contatti hai avuto?

Facci sapere com'è andato il test e, se vuoi approfondire l'argomento, ti consigliamo il nostro articolo "Pillole di web marketing per traduttori editoriali" e una serie di letture utili.

La foto è tratta da Imagebase.

domenica 11 gennaio 2015

Chi ha detto che il libro digitale è freddo?

Chi ha detto che il libro digitale è freddo e impersonale?

Esiste un sito, The Art of Google Books, che raccoglie pagine e pagine tratte dal database di volumi di Google Books con errori di scansione che mostrano il lato umano (e, nelle intenzioni dell'autrice del blog, anche poetico) del libro digitale: annotazioni degli antichi proprietari, fogli colorati o scarabocchiati dai bambini, fiori messi a essiccare e a volte anche le mani guantate della persona che ha scannerizzato il libro.

Ecco qualche esempio:
Scheda di prestito bibliotecario
Disegni... in stile Edward Lear
Ricetta di salsa "francese" a base di senape
Mano dell'impiegata
Immagine deformata
Per vedere altri esempi, vai su The Art of Google Books. Il blog è un progetto collaborativo, perciò puoi partecipare anche tu inviando qualche esempio di pagina con interventi umani: leggi le istruzioni.

martedì 16 dicembre 2014

Come si fa una proposta di traduzione?

Quali sono i passi che trasformano una proposta di traduzione in un libro da tradurre?
Abbiamo provato a raccontarlo sinteticamente in questa infografica realizzata con Easel.ly: buon divertimento!


Come in un gioco da tavolo, può capitare di finire sulla casella sfortunata e di dover tornare indietro, ma se l'idea è buona, insistendo con pazienza prima o poi si arriva al traguardo...
Buone proposte di traduzione a tutti!

Se questo post ti è piaciuto, potrebbe interessarti anche Idee per... non trovare lavoro.

lunedì 8 dicembre 2014

Brutta traduzione o libro scadente? Per un'ecologia delle opere tradotte

L'ultimo libro dell'autore straniero XY non ti è piaciuto e, dal momento che in casi simili sul giornale hai visto dare la colpa al traduttore, saresti tentata di seguire l'esempio.
Ma siccome sei una lettrice (o un lettore) consapevole, ti fermi e ti chiedi: è un brutto libro oppure una cattiva traduzione? O magari tutte e due le cose insieme?
Dove arriva la responsabilità dello scrittore e dove quella del traduttore?

A queste ottime domande (e a molte altre) risponde Daniele Petruccioli, traduttore letterario, scout e editor, nel volume Falsi d'autore: guida pratica per orientarsi nel mondo dei libri tradotti (Quodlibet; leggi qui le recensioni). Il libro si legge tutto d'un fiato e, in maniera divertente, fa riflettere su aspetti (seri) della traduzione letteraria a cui si pensa di rado.


Per rispondere alla domanda, Daniele invita i lettori a non mettersi a cercare con la penna rossa gli "errori di traduzione" che a volte ci sono, perché in genere non sono quelli a determinare da soli la qualità di un testo tradotto.
Ciò che invece dovremmo fare è verificare se la traduzione, come un'esecuzione musicale, fornisce un'interpretazione bella e coerente dell'opera; ascoltare il libro e sentire se, nel complesso, la sua resa in italiano "funziona" o meno.
Perché, nell'affrontare un testo, ogni traduttore letterario fornisce inevitabilmente la propria interpretazione dell'opera, compiendo scelte meditate e consapevoli. Dobbiamo quindi verificare se quelle scelte sono consone al nostro gusto o se invece, magari, preferiamo "esecuzioni" diverse (e allora potremo leggere le traduzioni di altri, se esistono).

Fin qui il compito dei lettori.
Noi traduttori professionisti, contestualmente, dovremmo proporre all'editore di inserire nel volume una pagina in cui spieghiamo il modo in cui ci siamo avvicinati al testo e le scelte traduttive che abbiamo compiuto: è un modo per condividere il nostro approccio all'opera con i lettori che non hanno accesso al testo originale, spiegando loro le motivazioni delle nostre scelte e, nel caso, aiutandoli a orientarsi tra le varie traduzioni di uno stesso libro.
Un ottimo suggerimento che metteremo subito in pratica.

Grazie a Daniele e buona lettura a tutti!