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lunedì 13 luglio 2015

L'insostenibile sfuggevolezza dell'acronimo

Ti è mai capitato di lottare con un acronimo misterioso? Provare a decifrarlo consultando le risorse generaliste di sempre, come i dizionari online, di solito non funziona, perché queste fonti riportano solo gli acronimi più comuni.

E certe lingue, ad esempio l'inglese, amano visceralmente gli acronimi, che tendono a moltiplicarsi in maniera incontrollata, producento tanti casi di omonimia (o forse dovremmo dire "omoacronimia"...).
Come risolvere il  mistero?


Ci aiutano le fonti specializzate, cioè i siti interamente dedicati agli acronimi:
  • Per l'italiano c'è il Dizionario degli acronimi, con tantissime voci, e anche Wikipedia fa la sua parte, con una pagina italiana che elenca gli acronimi di tre lettere.
  • Il database più completo, di lingua inglese, è AcronymFinder, che elenca le voci (oltre 4 milioni) in ordine di frequenza, presentando per primi i significati più comuni.
  • Per il francese (e l'inglese) c'è AcronymesInfo: la grafica è poco accattivante, ma le definizioni inserite dagli utenti sono circa 200.000. 
Buone ricerche e, se conoscete altre fonti, segnalatele nei commenti!


Se l'argomento ti interessa, scopri anche quali acronimi sono diventati nomi comuni.

Se vuoi scoprire altre risorse utili, leggi questi post:
L'immagine è di dominio pubblico, rilasciata con licenza CC0 1.0, e si trova sul sito di Pixabay.  

martedì 24 febbraio 2015

Romanzi del passato? Dizionari del passato!

Ti è mai capitato di tradurre testi di autori del passato, ad esempio dell'Ottocento?

In questi casi utilizzare dizionari recenti può non essere di aiuto, perché certe parole sono usate con accezioni oggi obsolete che sui vocabolari degli anni 2000 non compaiono neanche più.
Per risolvere questi dubbi conviene cercare su dizionari più vecchi, possibilmente contemporanei al testo che stiamo traducendo.
Ma dove e come trovare opere del genere?

Sulla biblioteca digitale Internet Archive, di cui abbiamo parlato recentemente, è possibile fare una ricerca specifica indicando il titolo del dizionario che cerchiamo (o alcune sue parole chiave) e le date di pubblicazione che ci interessano.
Se ad esempio inseriamo nella maschera le parole chiave "Webster" + "English" + "Dictionary"e le date di pubblicazione "1850-1910", otteniamo ben 40 risultati, tra i quali potremo sicuramente trovare il dizionario che fa per noi.
I testi sono ormai di pubblico dominio e quindi consultabili liberamente online oppure scaricabili in vari formati (ma i file sono molto pesanti).



E se invece nel romanzo che stai traducendo si citano oggetti che ai giorni nostri non esistono più, puoi cercarli sulle enciclopedie di una volta, come la Britannica: ecco il risultato di una ricerca fatta con le parole chiave "Encyclopaedia" + "Britannica" le stesse date di pubblicazione (1850-1910).

Buone ricerche a tutti!


Se ti interessano i dizionari, leggi anche questi post:
La pubblicità dell'undicesima edizione della Britannica (1910-11) si trova qui ed è di pubblico dominio.

lunedì 3 marzo 2014

"Oggi ho sclerato!" Lo slang giovanile e i suoi dizionari

I tuoi figli o i ragazzi che conosci usano parole misteriose?
Ti capita di sentirli dire: "Mi sono intrippato con quella manza lì, sto andando in para..." e sei preoccupata/o per loro?

Per scoprire che cosa dicono (o per inserire nelle tue traduzioni e nei tuoi testi un po' di slang giovanile), puoi utilizzare la Slangopedia dell'Espresso, forse il sito più completo, che contiene oltre un migliaio di termini. Per ogni parola è riportata la città di provenienza dell'utente che l'ha inserita (molto utile perché ogni regione italiana ha un gergo diverso dalle altre). Si possono cercare i termini in ordine alfabetico, ma anche digitare nella casella di ricerca in alto a destra un lemma italiano e vedere se esiste il corrispondente gergale.

Se ti va, raccontaci le parole dei ragazzi che hai intorno e... ciacciào!

mercoledì 23 gennaio 2013

Come sarà il dizionario del futuro? Guarda il video

Che cos'è davvero un dizionario? Come lo si potrebbe migliorare?
Nel 2007 la lessicografa americana Erin McKean, cofondatrice del sito che ospita il dizionario online Wordnik, ha cercato di rispondere a queste domande con una brillante TED Conference (il video, che trovate qui sotto, è in inglese con i sottotitoli in italiano).

Nel tipico stile oratorio americano, che intrattiene, diverte e fornisce spunti al tempo stesso, ha parlato per un quarto d'ora delle parole, di come i dizionari cartacei siano costretti a limitarne il numero per motivi di spazio e delle possibili soluzioni offerte dal web a questo problema.

 

Tra le sue definizioni più divertenti, quella di polisemia: "l'abitudine di certe parole ingorde di prendersi più di un significato".

Dopo aver guardato il video, abbiamo messo il suo dizionario monolingua di inglese Wordnik tra i preferiti: oltre ai significati riporta i contesti d'uso, l'audio della pronuncia e non solo: di ogni parola sono anche disponibili sinonimi e contrari, lemmi usati nello stesso contesto, rime, altre parole che nella loro definizione contengono quella cercata, immagini che la illustrano... tutti strumenti utili per traduttori, studenti e amanti della lingua inglese.

Erin McKean tiene anche un blog di lessicografia, Lasers Optional, e ha formulato una legge di Murphy per i revisori, detta "legge di McKean": "Qualsiasi correzione del testo di un altro conterrà almeno un errore di grammatica, ortografia o battitura".

Grazie a Mike Farrell per aver segnalato il video sul forum di discussione dell'Associazione Italiana Traduttori e Interpreti!

mercoledì 10 ottobre 2012

Vuole una sportina? (E altri usi regionali)

Capita che, facendo acquisti in Romagna, ti venga offerta una sportina e tu rimanga per un momento sospesa, a riflettere sulla parola misteriosa... ma cosa sarà mai la sportina? Poi il contesto ti aiuta (la spesa è sparsa sul bancone e non hai niente con cui portarla a casa) e capisci che ti stanno proponendo un sacchetto.
'Attack of the Plastic Bags' photo (c) 2011, Mike Licht - license: http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/
Questo e mille altre oggetti, relativi soprattutto alla vita quotidiana, hanno nomi diversi in regioni diverse e danno vita a incomprensioni ed equivoci divertenti.

Se a Milano ti chiedono di fare la polvere, non la devi produrre, la devi togliere dai mobili. A Firenze, in compenso, per lavare i pavimenti devi dare il cencio (per terra).

Se in Toscana un'amica cerca la passata, forse non sta pensando di cucinare, ma di mettersi in ordine i capelli (la passata è quello che altrove si chiama "cerchietto").

Negli armadi di Milano ci sono gli ometti (no, non sono amanti nascosti di piccola statura, ma appendiabiti).  In Toscana invece si chiamano grucce  (ma non occorre essersi rotti una gamba per usarle).

Se a Firenze ti chiedono "Dov'è il toni?", non si riferiscono a un tuo amico (anche perché in Toscana non si mette l'articolo davanti ai nomi propri maschili, solo a quelli femminili: "il Carlo" no, ma "la Giovanna" sì). Il misterioso toni, insomma, non è una persona, è la tuta da ginnastica... (Sul sito Curiosità di Firenze trovate una spiegazione dell'origine del nome).

Quando si traduce, è utile confrontarsi con colleghi di città diverse per evitare di usare regionalismi: ci è capitato ad esempio di imbatterci nella "schiscetta" nei titoli delle riviste, ma questa parola è comprensibile solo in Lombardia e dintorni, non nel resto d'Italia. (La schiscetta è la gamella o gavetta in cui gli operai di un tempo pigiavano, cioè "schisciavano", il pranzo, oggi sostituita dal più pratico contenitore di plastica.)

Ed ecco qualche risorsa utile per le parole dialettali.

Risorse generali:
  • il sito di Turisti per caso, con video in cui persone di città diverse dicono nel proprio dialetto una lista di parole
  • il sito Volgarmente, che raccoglie parole dialettali da tutta Italia, con una funzione di ricerca che permette di trovare sia il significato della parola, sia lo stesso concetto espresso in dialetti diversi 
Dizionari dei singoli dialetti (in ordine alfabetico):
Se il post ti è piaciuto, condividilo cliccando sulle icone nel riquadro grigio sotto e leggi anche questo post sui modi di dire dialettali.

Ringraziamo Christelle per l'esempio della sportina!

mercoledì 16 marzo 2011

Tradurre modi di dire e proverbi

Ormai sappiamo che it rains cats and dogs non significa che cadono dal cielo animali da compagnia, ma che piove a dirotto, a catinelle o come Dio la manda.

Spesso però, i proverbi e i modi di dire sono molto difficili da tradurre, in particolare quando il testo originale in cui sono inseriti, come quello inglese del nostro esempio, ne riprende un elemento e continua a utilizzarlo al suo interno.
Questo succederebbe se l'espressione it rains cats and dogs fosse usata in un volume di fantascienza in cui effettivamente cani e gatti piovono dal cielo: a quel punto le cose per il traduttore si complicherebbero parecchio.


Ecco quindi qualche strumento utile per aiutarsi nell'impresa di tradurre modi di dire e proverbi.

Per l'italiano:
Per l'inglese:
Per il francese:
  • il sito Expressio, dove si possono cercare le espressioni idiomatiche per parola chiave o in ordine alfabetico.
Per lo spagnolo:
  • il sito della Real Academia che, oltre a un ottimo dizionario monolingua, contiene anche i modi di dire e le frasi idiomatiche legati a ogni parola.
Per le altre lingue:
Insomma, a buon cavalier non manca lancia!

La foto di nguyen hoangnam è disponibile qui e rilasciata con licenza CC BY-SA 2.0.

mercoledì 23 febbraio 2011

Come si pronuncia?

A volte, mentre guardiamo il telegiornale, capita che il giornalista di turno inciampi sul nome dell'attore, politico o personaggio straniero, ma anche sulla pronuncia di parole di uso più comune, come "management" e "mountain bike".

Che fare per limitare le figuracce, che possono sempre capitare?
Su internet si trovano moltissime risorse che assistono nella pronuncia.

Per quanto riguarda la pronuncia di inglese, francese e spagnolo, consigliamo tre dizionari che permettono di ascoltare ogni parola:

Fritzi Scheff demonstrating Magnavox for Fifth Liberty Loan in New York City, 1895

Per chi vuole affrontare l'argomento in modo scientifico, esiste l'alfabeto fonetico, composto dai segni che si trovano nei dizionari, tra parentesi quadre, subito dopo ogni lemma.
Questo alfabeto viene usato dai linguisti per descrivere in modo univoco la pronuncia di tutti i fonemi prodotti dall'apparato vocale umano: è un modo di riscrivere le parole come si pronunciano.

Su questo sito troverete elencati tutti i fonemi; cliccando su quelli che compongono la parola da voi scelta, è possibile ascoltarne la pronuncia.

Qui si trovano invece i fonemi usati nella lingua inglese, con esempi e relativa pronuncia.

La foto della Powerhouse Museum Collection è tratta da qui.

domenica 5 dicembre 2010

Quali sono le parole più cercate sul dizionario? I redattori del Merriam-Webster rispondono

Oltre a fornire l'utilissima divisione in sillabe e la pronuncia (con audio) delle parole, il sito del celebre dizionario americano Merriam-Webster offre anche brevi video in inglese in cui i redattori del dizionario commentano l'uso o lo spelling di alcune parole.

I video più interessanti mettono in evidenza i collegamenti tra le parole più cliccate in un dato periodo e le news del giorno: qui trovate il caso delle ricerche fatte sul Merriam-Webster il giorno della morte di Michael Jackson.

Quello che vedete qui, invece, è il video dedicato allo slang e al suo discusso inserimento nel dizionario.