sabato 24 giugno 2017

Test: il lavoro di traduzione nobilita l'uomo (e la donna)?

Ciò che fai giorno dopo giorno ti cambia senza che tu te ne accorga e può capitare che, passato un po' di tempo, ti guardi indietro e scopra di avere acquisito capacità che prima non possedevi e che adesso ti sono utili anche in altri ambiti della vita.
Questo test semiserio ti permetterà di scoprire le caratteristiche che hai affinato occupandoti di libri.

La domanda è una sola: quali doti personali hai sviluppato grazie al lavoro di traduzione?

Scegli la risposta che più ti si addice tra le cinque voci seguenti e indicala in questo sondaggio Doodle; nel prossimo post analizzeremo i risultati!

1. Pazienza. Da quando sono abituata a sudare un'ora su una frase e sei mesi su un libro, affrontare una trafila burocratica, la coda al supermercato o la dichiarazione dei redditi è diventato un gioco da ragazzi.

2. Accuratezza. Visto che la paura di aver lasciato un refuso nell'ultimo libro non mi fa dormire, sono diventato molto attento ai dettagli in tutto ciò che faccio. Anzi, attentissimo. Anzi, no: maniaco.

3. Organizzazione. Lavorando su più libri contemporaneamente, so sempre con esattezza quante pagine devo tradurre / rivedere / rileggere ogni giorno per rispettare le scadenze: sono così organizzata che ormai fisso le cene con gli amici un mese prima e ho già prenotato le vacanze da qui al 2020.

4. Problem solving creativo. Passo tutto il giorno a riflettere su come diavolo affrontare le difficoltà del testo: se mi capita di ristrutturare casa o di organizzare un evento con 200 persone, mi scappa da ridere. 

5. Pubbliche relazioni. Sì, è vero, sto sempre chiuso da solo nella mia stanzetta, ma ogni tanto qualche proposta di traduzione agli editori mi tocca pur farla, o magari vado a una fiera editoriale o a un seminario di formazione... così alla fine ho superato quasi del tutto quelle mie fastidiose fobie sociali. 

Se non ti sembra di avere affinato nessuna delle doti elencate sopra, niente paura: da  una ricerca del 2014 è emerso che i lavori intellettuali hanno un effetto moderatamente positivo sull'invecchiamento. Su oltre 1000 soggetti che si sono sottoposti allo studio, coloro che nella vita avevano svolto occupazioni che richiedevano impegno mentale, giunti a 70 anni conservavano meglio degli altri le proprie capacità cognitive.

Ci risentiamo tra un paio di settimane con i risultati del test e, se nel frattempo vuoi raccontarci che cosa ti ha insegnato il lavoro di traduzione, siamo in ascolto!


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L'immagine è di Donatas Grinius, rilasciata con licenza CC BY-NC 2.0 e reperibile qui

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