martedì 16 dicembre 2014

Come si fa una proposta di traduzione?

Quali sono i passi che trasformano una proposta di traduzione in un libro da tradurre?
Abbiamo provato a raccontarlo sinteticamente in questa infografica realizzata con Easel.ly: buon divertimento!

come fare proposta editore

Come in un gioco da tavolo, può capitare di finire sulla casella sfortunata e di dover tornare indietro, ma se l'idea è buona, insistendo con pazienza prima o poi si arriva al traguardo...
Buone proposte di traduzione a tutti!

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Sempre sull'argomento, puoi leggere i commenti sotto al post, nei quali abbiamo fornito risposte ai lettori che ci hanno inviato dubbi e domande; per ampliare il discorso, leggi anche 5 spunti per vivere di traduzione e scrittura (o del proprio lavoro da freelance, qualunque sia)Idee per... non trovare lavoro e il nostro metodo di traduzione in 5 passi.

24 commenti:

  1. Ecco, io al momento sono ferma al punto 1: come si scoprono i libri non ancora tradotti?
    In ogni caso, sappiate che questa è una delle infografiche più belle che abbia mai visto ;)

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    1. Cara Anna,

      siamo contente che l'infografica ti sia piaciuta! Ci siamo divertite molto a farla.

      In genere per il punto 1 partiamo da ciò che ci piace e che conosciamo meglio: autori, periodi, generi letterari che sentiamo più vicini. A quel punto facciamo ricerche, soprattutto su internet, per scovare qualche inedito confrontando la bibliografia dell'autore nella lingua originale con quella in traduzione. Ci vogliono tempo e pazienza, ma a volte si trovano delle vere perle...

      Buone ricerche e a presto!

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  2. e la proposta comprende un esempio di traduzione?

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    1. Dipende: se si ha già un curriculum professionale, secondo noi se ne può fare a meno; se si è agli inizi invece può essere una buona idea inserire qualche cartella tradotta (poche, però: due o tre al massimo).
      In ogni caso, che tu sia esperto o no, prima di affidarti un libro, spesso gli editori che non ti conoscono chiedono una breve prova di traduzione.
      Buone proposte!

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  3. esatto... in che modo si redige la proposta?

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    1. Ciao dusko,

      anche questo dipende!

      Dipende dal modo in cui si prende contatto con l'editore: se di persona a una fiera si possono scambiare due chiacchiere, valutare che cosa interessa e poi inviare una semplice mail con i riferimenti del libro e qualche riga di descrizione (tanto ne avete già parlato).

      Se invece si invia una mail a freddo, senza aver parlato con nessuno, conviene redigere una proposta più dettagliata inserendo tutti i dati del libro, la sinossi e, come si diceva prima, un eventuale breve estratto della traduzione.

      Buone proposte!

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  4. Salve,
    innanzitutto apprezzo molto gli argomenti di questo blog e anche la chiarezza delle Vs. risposte.
    Vi propongo un paio di quesiti da parte di un traduttore alle prime armi comunque autore di un libro tradotto e (sic!) mai pubblicato.
    Primo quesito:
    Dalla mia sia pur breve esperienza capita che l'editore magari interessato ad una traduzione chieda al traduttore di prendere contatto con l'autore dell'opera originale per informarsi riguardo ai diritti di traduzione per l'Italia e delle relative royalties. Capita anche che l'autore (o il suo agente) chieda espressamente la previsione sul n. minimo di copie vendibili. Oppure (anche meno frequente) che non sia interessato (magari odia l'italiano!).
    Secondo quesito:
    E' sempre necessario per un lavoro di traduzione aprire una partita IVA anche se l'attività e saltuaria oppure secondaria ad un altro reddito? Ad es. sarebbe possibile farsi pagare dall'editore tramite buoni lavoro (vouchers) come previsto dall'attuale normativa sul lavoro accessorio? (con il relativo tetto max di ricavo/annuo). Vi risultano casi del genere?
    Grazie molte per la vostra risposta.

    Paolo G.

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  5. Ciao Paolo,

    grazie per il tuo commento!

    Per il primo quesito, può succedere che l'editore, specie se piccolo, chieda all'aspirante traduttore di informarsi sui diritti di traduzione; questo si può fare, tenendo conto che è una cortesia che facciamo a un editore con il quale vorremmo collaborare.
    La trattativa per l'acquisto dei diritti di traduzione avviene tra editore italiano e agente/autore/casa editrice straniera, quindi tocca all'editore italiano condurla; dettagli come il numero minimo di copie vendibili non competono a noi, ma fanno parte dell'accordo che verrà stipulato.
    Se invece l'editore/autore straniero non è interessato a far tradurre il suo libro in Italia, non c'è niente da fare!

    Per il secondo quesito, il mestiere di traduttore editoriale si esercita senza partita IVA, sia che si tratti di un'attività principale sia secondaria: in quanto autori delle traduzioni, infatti, operiamo in regime di diritto d'autore emettendo note di pagamento con ritenuta fiscale del 20% sul 75% del compenso lordo se maggiori di 35 anni, con ritenuta del 20% sul 60% del lordo se più giovani. Ti consigliamo di leggere questa pagina del sito del Sindacato Traduttori Editoriali, dove troverai esempi di notule, e di richiedere il vademecum fiscale che servirà a fugare tutti i tuoi dubbi.

    Buone proposte!

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  6. Ciao a tutti...girovagando per il web mi sono imbattuta in questo bellissimo sito, (i miei complimenti!)...
    Sono una traduttrice freelance alle prime armi, (dal punto di vista della libera professione, non propriamente in termini di esperienza) e...riguardo a questo articolo avrei una domanda. Se il libro inedito è già stato individuato, se la si considera un'idea valida visti i trend editoriali del momento, se è un tema ritenuto interessante...cercare editori al quale proporlo come progetto non comporta il rischio che l'idea venga "rubata" e magari il lavoro assegnato a qualcun altro?
    Spero di non risultare inopportuna e mi scuso nel qual caso lo fossi stata ponendo il quesito ma avrei bisogno di qualche consiglio da chi ne sa sicuramente più di me!
    Grazie a tutti, Simona S.

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  7. Ciao Simona,
    grazie per il tuo messaggio, siamo contente che il sito ti piaccia!

    Per rispondere alla tua domanda: non possiamo escludere che nel mondo dell'editoria esistano persone scorrette, come negli altri campi, ma in generale vige la prassi per cui se tu, traduttrice, presenti una proposta e questa viene accettata, l'incarico di traduzione viene affidato a te. Non solo per correttezza, ma anche perché se invii la proposta significa che hai letto il libro e hai studiato l'autore, e quindi sei la persona più esperta e indicata per la traduzione.
    Buone ricerche e in bocca al lupo per il tuo lavoro!

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  8. Buongiorno,

    innanzitutto complimenti per il sito e per la divertente infografica!
    Un domanda: ho letto di recente un romanzo in inglese ancora inedito in Italia. Quando però ho scritto all'editore straniero per informarmi se i diritti di traduzione per l'Italia fossero ancora disponibili, mi è stato detto che al momento stanno già negoziando con un editore italiano (di cui ovviamente non possono dire il nome, almeno per ora).

    A questo punto, mi consigliate:

    a) di ritirarmi con dignità e passare ad un'altra proposta

    b) di preparare comunque la proposta e sottoporla alle case editrici interessate al genere (che sono un numero limitato), con il rischio però di contattare senza saperlo anche quella già in trattativa o che la trattativa si concluda positivamente durante l'invio della proposta ad altri?

    Grazie per ogni ogni consiglio che vorrete darmi.


    Nadia

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    1. Cara Nadia,

      grazie per il tuo commento e i complimenti!

      Per quanto riguarda la proposta, non è facile darti un consiglio: gli scenari che si possono aprire hanno pro e contro da valutare bene.

      Se invii contemporaneamente la proposta a tutte le case editrici che sai essere interessate al genere, puoi avere la fortuna (perché parli di rischio?) di individuare quella che è in trattativa per i diritti. Se la trattativa va in porto, e se la casa editrice non ha ancora trovato un traduttore (ci sono due "se" da tener presenti!), la tua proposta potrebbe arrivare al momento giusto e potresti essere tu a tradurre il romanzo. In questo caso c'è da festeggiare!

      D'altra parte, non sempre le trattative vanno in porto. Ammettiamo che il primo editore rinunci e che altri due di quelli che hai contattato accettino la tua proposta contemporaneamente: la situazione potrebbe diventare un po' difficile o quantomeno spiacevole da gestire.

      Se però invii la proposta a un solo editore per volta (come in genere consigliamo di fare, per correttezza), rischi di partire da quello che non è in trattativa e che la trattativa si concluda mentre tu sei ancora in attesa di una risposta.

      Quindi tutto sta alla tua personalissima valutazione dei rischi, delle opportunità e dello sforzo necessario per star dietro alla proposta.

      In ogni caso, in bocca al lupo!

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    2. Grazie per la risposta (e crepi il lupo!)!

      Incontrare l'editore in trattativa effettivamente sarebbe una fortuna, anche se è difficile che non abbiano pensato ad un traduttore, il rischio sarebbe legato all'eventuale decisione di contattare tutti contemporaneamente: vero, è rischioso, e potrebbe generare situazioni spiacevoli (soprattutto se si fa avanti un altro editore che NON è quello che sta già negoziando... verrò accusata di aver danneggiato la trattativa?). D'altra parte, i tempi di risposta delle case editrici sono in media molto lunghi... mi è capitato una volta di inviare una proposta ad un editore e ricevere subito una manifestazione di interesse. A quel punto non ho inviato la proposta ad altri, per correttezza, e ho atteso pazientemente la decisione definitiva dell'editore, che dopo svariati mesi, sollecitato via mail, ha scritto di averci pensato e di non voler pubblicare il libro. Avrei potuto provarci con un altro editore, ma nel frattempo qualcun altro aveva fatto girare la proposta e aveva trovato un editore davvero interessato: diritti acquistati, fine della storia (per me).

      Comunque, anche ammettendo di contattare tutti insieme, dovrò dire che so che l'editore straniero sta già trattando con un editore italiano?


      Nadia

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    3. Ciao Nadia,

      ti confermiamo che anche nella nostra esperienza i tempi di risposta delle case editrici sono generalmente lunghi...

      Anche la tua nuova domanda è difficile: se contatti tutte le case editrici interessate dicendo che l'editore straniero è già in trattativa, quelle che non sono in trattativa lasceranno cadere la proposta, mentre chi è già in trattativa sa bene di esserlo e non avrebbe bisogno di sentirselo dire...

      D'altra parte, se non lo dici, potrebbe darsi che quelle non in trattativa si facciano avanti e poi, scoprendo di essere state precedute, si tirino comunque indietro.

      Insomma, la questione è un po' spinosa...

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  9. Buonasera e grazie ottimi consigli!

    Se la proposta è di un romanzo di qualche anno fa (il cui autore ha nel frattempo pubblicato altri titoli), i cui diritti sono tuttora liberi e la traduzione è integrale,quanta parte del testo inviare?

    Proporre allo stesso interlocutore la proposta di traduzione e un testo di cui sono autore (entrambi diciamo nel cassetto da tempo, visti e rivisti), sarebbe una cosa scoveniente e/o poco professionale?

    Grazie

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    1. Ciao,

      siamo contente che il post ti sia piaciuto!

      A prescindere dall'epoca in cui è stato scritto il libro e dagli altri elementi che hai indicato, il brano di traduzione che puoi mandare dev'essere il più possibile breve, perché il suo scopo è dare un saggio delle tue capacità di traduttore (che emergono anche da una sola cartella!), non di consentire la lettura parziale o integrale del volume.
      Per convincere l'editore della qualità del libro, invece, lo strumento è la scheda del libro, nella quale si possono dare tutte le informazioni utili per capire di cosa tratta e perché vale la pena tradurlo.

      Non vediamo nessun problema nel sottoporre alla stessa casa editrice una traduzione e un testo di cui sei autore, anzi.

      Buone proposte e in bocca al lupo!

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  10. Buongiorno.
    Grazie per i preziosi consigli.
    Come si fa a essere sicuri chr la proposta finisca alla persona giusta? Va bene rivolgersi a chi si occupa di proposte editoriali almeno per gli editori che danno questa indicazione anche se con questa dicitura ci si riferisce in genere di inediti?
    Grazie

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    1. Ciao,
      grazie a te per averci scritto!
      Sì, va benissimo rivolgersi a chi si occupa di proposte editoriali.
      In bocca al lupo!

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  11. Salve! Ho trovato l'articolo davvero interessante. Io sono laureata in Mediazione e Traduzione e, sarò sincera, inizialmente avevo un po' abbandonato l'idea di fare della traduzione il mio lavoro, vuoi perchè il mercato sembra essere saturo, vuoi perchè i miei insegnanti universitari non sono mai stati esattamente positivi a riguardo. Recentemente però ho ripreso ad occuparmi di traduzione, sottotitolando film inediti per un festival cinematografico locale, e mi si è un po' riaccesa la passione.
    Perciò volevo chiederle se ci sono case editrici che sono, diciamo, "più amichevoli" con i giovani traduttori rispetto ad altre e se ha consigli riguardo al mondo del sottotitolaggio che ho scoperto piacermi moltissimo!
    Grazie mille e ancora complimenti :)

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    1. Ciao Francesca,

      grazie per il tuo messaggio!
      Potresti provare a contattare qualche piccolo editore: il fatto che sia piccolo non è necessariamente una garanzia di "amichevolezza" nei confronti dei giovani traduttori, ma se non altro potrai parlare direttamente con la persona che prende le decisioni sull'assegnazione delle traduzioni e avere un riscontro rapido, che invece può essere più difficile da ottenere se contatti una grande casa editrice.

      Riguardo al mondo del sottotitolaggio, al momento non abbiamo consigli da darti perché non lo conosciamo ancora, ma ci stiamo attrezzando...

      In bocca al lupo per tutto e a presto!

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  12. Posso avanzare una proposta per tutti i traduttori che vogliono tradurre libri? Provate Babelcube se non lo conoscete ancora.
    www.babelcube.com
    Purtroppo il traduttore guadagna a percentuale sul venduto però ci sono tantissimi libri che aspettano di essere tradotti. :)
    E poi nell'attesa si può sempre continuare a tentare con la soluzione proposta da questo articolo. Oppure convincere l'autore (disponibile e non presente su Babelcube) di iscriversi se avete adocchiato un libro che potrebbe essere un successo in Italia. :)

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    1. Ciao LadyAileen,

      grazie per il tuo commento!

      Purtroppo per i traduttori professionisti e per chiunque voglia diventarlo Babelcube non è un'opzione percorribile, perché, come giustamente sottolinei tu, si guadagna soltanto sul venduto.
      E se l'ebook che abbiamo tradotto in due mesi di lavoro vende 10 copie, tutto il nostro lavoro viene retribuito in proporzione (non so, 10 euro?). Non ne vale proprio la pena!

      A presto

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  13. Buongiorno,
    il post non è recente, ma è davvero interessante e attuale, tanto più che a scriverlo sono delle professioniste, grazie quindi dei consigli! Avrei una domanda da porvi. Ho di recente terminato una proposta di traduzione di un libro dall'inglese e sto cercando di avere il contatto dell'editor di case editrici che pubblicano questo genere, ma non ricevo alcuna risposta. Avete qualche suggerimento da darmi per riuscire almeno a proporre il mio lavoro? Grazie
    Roberta

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    1. Ciao Roberta,
      grazie di averci scritto!

      Se alle mail non ricevi risposta, il nostro consiglio è di visitare le fiere dell'editoria grandi e piccole (ce ne sono tantissime in ogni periodo dell'anno) a cui partecipano le case editrici che ti interessano, in modo da incontrare personalmente i referenti e presentare loro la proposta di traduzione.

      In bocca al lupo e a presto!

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