mercoledì 10 ottobre 2012

Vuole una sportina? (E altri usi regionali)

Capita che, facendo acquisti in Romagna, ti venga offerta una sportina e tu rimanga per un momento sospesa, a riflettere sulla parola misteriosa... ma cosa sarà mai la sportina? Poi il contesto ti aiuta (la spesa è sparsa sul bancone e non hai niente con cui portarla a casa) e capisci che ti stanno proponendo un sacchetto.

'Attack of the Plastic Bags' photo (c) 2011, Mike Licht - license: http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/
Questo e mille altre oggetti, relativi soprattutto alla vita quotidiana, hanno nomi diversi in regioni diverse e danno vita a incomprensioni ed equivoci divertenti.

Se a Milano ti chiedono di fare la polvere, non la devi produrre, la devi togliere dai mobili. A Firenze, in compenso, per lavare i pavimenti devi dare il cencio (per terra).

Se in Toscana un'amica cerca la passata, forse non sta pensando di cucinare, ma di mettersi in ordine i capelli (la passata è quello che altrove si chiama "cerchietto").

Negli armadi di Milano ci sono gli ometti (no, non sono amanti nascosti di piccola statura, ma appendiabiti).  In Toscana invece si chiamano grucce  (ma non occorre essersi rotti una gamba per usarle).

Se a Firenze ti chiedono "Dov'è il toni?", non si riferiscono a un tuo amico (anche perché in Toscana non si mette l'articolo davanti ai nomi propri maschili, solo a quelli femminili: "il Carlo" no, ma "la Giovanna" sì). Il misterioso toni, insomma, non è una persona, è la tuta da ginnastica... (Sul sito Curiosità di Firenze trovate una spiegazione dell'origine del nome).

Quando si traduce, è utile confrontarsi con colleghi di città diverse per evitare di usare regionalismi: ci è capitato ad esempio di imbatterci nella "schiscetta" nei titoli delle riviste, ma questa parola è comprensibile solo in Lombardia e dintorni, non nel resto d'Italia. (La schiscetta è la gamella o gavetta in cui gli operai di un tempo pigiavano, cioè "schisciavano", il pranzo, oggi sostituita dal più pratico contenitore di plastica.)

Ed ecco qualche risorsa utile per le parole dialettali.


Risorse generali:
  • il sito di Turisti per caso, con video in cui persone di città diverse dicono nel proprio dialetto una lista di parole
  • il sito Volgarmente, che raccoglie parole dialettali da tutta Italia, con una funzione di ricerca che permette di trovare sia il significato della parola, sia lo stesso concetto espresso in dialetti diversi 

Dizionari dei singoli dialetti (in ordine alfabetico):
Se l'argomento ti interessa, leggi anche questo post sui modi di dire dialettali.
Ringraziamo Christelle per l'esempio della sportina!

15 commenti:

  1. Laura Prandino10 ottobre 2012 13:23

    ehm, veramente sporta non è dialettale, è il termine specifico che indica la borsa per la spesa, mentre invece "sacchetto" è più generico (sacchetto di carta, di plastica, ecc. non necessariamente per la spesa). ;-)

    RispondiElimina
  2. Ciao Laura,

    grazie della precisazione!
    [Prima dell'intervento di Laura il titolo del post era "Vuole una sportina? (E altri termini dialettali")].

    Sì, "sporta" è un termine italiano, è solo il suo uso a essere un po' insolito in certe zone, soprattutto al diminutivo (in Toscana o a Milano quando fai la spesa non ti chiedono mai se vuoi una sportina: a Milano va per la maggiore il sacchetto, con la "e" aperta, a Firenze la busta).

    A presto

    RispondiElimina
  3. Roberta Scarabelli10 ottobre 2012 14:49

    Dialettale o no, la sporta è costata una brillante carriera a tanti aspiranti medici. Era un quesito del test di ingresso del 2010, dove veniva citata una frase dei Malavoglia ("Se ne andò con la sua sporta sotto il braccio..."). Quasi tutti hanno sbagliato il quesito e anche mia figlia (liceo classico!) non sapendo cosa cavolo fosse ha risposto che "il protagonista parte con bastone e cappello". Per me era una risposta ovvia (al Nord forse si conosce più per la locuzione "un sacco e una sporta" che per l'uso quotidiano), ma evidentemente è una parola che le nuove generazioni non riconoscono più.

    RispondiElimina
  4. Ciao Silvia,
    siamo contente che il post ti sia stato utile!
    A presto

    RispondiElimina
  5. Ciao Roberta,

    interessante quello che ci racconti!
    Probabilmente gli aspiranti medici romagnoli non hanno avuto difficoltà a rispondere al quesito, che aveva due livelli di difficoltà diversi: era scontato per chi la sporta la usa tutti giorni, più difficile per gli altri...

    Un abbraccio e a presto

    RispondiElimina
  6. La sportina è un classico! Sono cresciuta in Romagna e avevo dovuto disimparare a dirlo quando mi ero trasferita per andare all'università, ma le espressioni perplesse che aveva suscitato la parola me le ricordo ancora :-)

    Grazie per l'elenco dei riferimenti, molto utile. Aggiungo Rumagna.com, Dizionario Enciclopedico della Romagna.

    RispondiElimina
  7. Ciao Licia,

    è esattamente la stessa cosa che ci ha raccontato Christelle, che per prima ci ha parlato della sportina e delle facce stupite con cui l'hanno guardata quando ha provato a chiederla in altre regioni!

    Ma credo che, con altre parole, l'esperienza sia capitata un po' a tutti... Il mio primo shock linguistico (Francesca) l'ho avuto da bambina, sulla montagna pistoiese: da fiorentina, non avevo mai sentito dire "rosa" (con la o chiusa) per "prurito" e un'altra bambina insisteva a dire che "la maglietta le faceva rosa" e si arrabbiava perché non la capivo!

    Grazie anche per la Rumagna e a presto,

    RispondiElimina
  8. se interessa, dal 2008 esiste anche dialetticon...

    RispondiElimina
  9. Grazie della segnalazione! è simpatico l'accostamento della frase dialettale alla foto. Si possono anche fare ricerche per parola chiave usando la funzione "cerca nel blog".

    A presto!

    RispondiElimina
  10. Scrivo da Genova, dove, fino a qualche decennio fa, era comune che un operaio o un meccanico indossassero il toni: era la tuta da lavoro. Il termine ora non lo sento più, se non da chi è più anziano di me. In compenso, si va a correre in tuta da ginnastica.
    Dell'origine del vocabolo, però, non ne sapevo nulla: grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Anonimo di Genova,

      che bella notizia! Non sapevamo che in passato il toni si usasse anche a Genova, con un'accezione leggermente diversa da quella fiorentina (ma un'origine comune, a quanto pare): grazie a te per la testimonianza e a presto!

      Elimina
  11. Roberto ci segnala via email che il dizionario umbro riportato nel post, oltre che breve, non corrisponde molto a come parlano gli umbri di Perugia e di Terni, ma è più vicino al marchigiano. Mancano inoltre alcune parole chiave, tipo "ragazzi" che in ternano si dice "bardasci" o "bardascitti".

    Ci segnala anche
    questo studio esauriente
    sui dialetti umbri.

    Grazie, Roberto!

    RispondiElimina
  12. carino e interessante il tuo post :-)
    pensavo alle espressioni come "fare la polvere" o "dare il cencio" (io sono del sud e dalle parti mie si dice "passare lo straccio") e ho pensato anche a espressioni che sento sempre più spesso, tipo "fare la lavatrice" o peggio ancora "stendere la lavatrice". Ci pensi che forza ci vorrebbe per stendere un elettrodomestico di quella sorta? poveri malcapitati passanti se i fili per il bucato non riescono a reggerne il peso!! :-O

    RispondiElimina
  13. Ciao LaZia,

    in effetti lavatrice e lavastoviglie "si fanno" e "si stendono" sempre più spesso... sarà pericoloso?
    Però credo che il nome dell'elettrodomestico, se non altro, resti uguale in tutta Italia. Le pulizie di casa, in compenso, si "fanno" lo stesso, ma cambiano nome a seconda della regione: in Toscana si "fanno le faccende", a Milano "i mestieri" e magari tu ci saprai dire che cosa si fa al sud!

    A presto e buone lavatrici a tutte... (strumento fondamentale per la liberazione della donna, come ci faceva notare Sara!)

    RispondiElimina