giovedì 6 dicembre 2012

Libri da leggere o regalare a Natale

Anche quest'anno vi suggeriamo qualche buon libro sul Natale, da leggere in queste sere di quasi inverno per scivolare lentamente nell'atmosfera delle feste, oppure da regalare agli amici. Ecco le nostre proposte per il 2012 (Questa invece è la lista di libri per il Natale 2011):

L. Frank Baum, La vita e le avventure di Babbo Natale (Mattioli 2010, trad. it. Nicola Manuppelli) L'autore del Meraviglioso mago di Oz si fa biografo di Babbo Natale e racconta la fiaba di Santa Claus, un ragazzo come tanti che, spinto dal desiderio di fare del bene a più bambini possibile, un po' per volta diventa il bonario papà di tutti. Scopriamo così come mai Babbo Natale si cala nei caminetti delle case, come ha deciso di assoldare le renne e molti altri misteri che ormai fanno parte della tradizione natalizia.
A chi è adatto: ai bambini (e ai grandi che si divertono a leggere le storie ai piccoli!).

J.M. Barrie, Addio, Miss Julie Logan (Mattioli 2012, trad. it. Francesca Cosi e Alessandra Repossi) In effetti qui non si parla di Natale in senso stretto, ma abbiamo appena tradotto il libro e non possiamo fare a meno di proporvelo! Questo bel racconto lungo dell'autore di Peter Pan è ambientato in una valle scozzese che rimane isolata durante l'inverno a causa delle abbondanti nevicate. Il silenzio ovattato e l'isolamento inducono il pastore presbiteriano a tenere un diario per annotare in tono ingenuo i misteriosi eventi di cui è testimone... e che non mancano di impressionare gli abitanti della valle.
A chi è adatto: agli amanti delle ghost stories e di un'ambientazione scozzese ricca di storia.

bambini e albero di natale

John Grisham, Fuga dal Natale (Mondadori 2005, trad. it. Tullio Dobner) C'è chi ama questo libro e chi lo odia, ma è difficile rimanere indifferenti di fronte alla scelta dei suoi protagonisti di evitare in blocco i festeggiamenti natalizi e di partire per i Caraibi. Per i due, tuttavia, non sarà facile sottrarsi a ciò che ormai fa parte del Natale: centri commerciali affollati, festicciole con i colleghi d'ufficio, regali indesiderati... Dal libro è stato tratto nel 2004 il film omonimo, con Tim Allen e Jamie Lee Curtis.
A chi è adatto: a chi sa cogliere il lato comico del Natale e a chi è infastidito da quello consumistico.

Sebastiano Vassalli, Natale a Marradi. L'ultimo Natale di Dino Campana (Interlinea 2008) È un Natale di altri tempi, quello descritto in queste pagine: siamo nel 1916 e il poeta Dino Campana fa ritorno nella sua Marradi per l'ultima volta, insieme all'amata Sibilla Aleramo, prima di cadere definitivamente vittima della psicosi. Dalla penna dello scrittore che a Campana ha dedicato una biografia molto approfondita, La notte della cometa.
A chi è adatto: agli amanti del genere biografico e a chi vuole conoscere meglio questo poeta colpito da un "male oscuro".

Se il tema del Natale ti interessa, leggi anche questo racconto di Francesca: "Tempi duri per Babbo Natale".
La foto è tratta dall'archivio della Library of Congress e si intitola "Their First Glimpse" (1908).

venerdì 30 novembre 2012

Come traducono gli scrittori?

"Gli scrittori lo fanno meglio" titolava La Stampa circa un anno fa per lanciare la ripubblicazione di alcuni volumi della collana Einaudi chiamata Sts, "Scrittori tradotti da scrittori".

Tra il 1982 e il 2000, infatti, Einaudi aveva ospitato 82 traduzioni letterarie di firme celebri: Wilde nella versione di Franco Ferrucci, Poe e James in quella di Giorgio Manganelli, London proposto da Maurizio Maggiani, Shakespeare da Cesare Garboli, London da Gianni Celati e via discorrendo.

cesare pavese

Ma è proprio vero che gli scrittori "lo fanno meglio"? Vediamo qualche vantaggio e svantaggio di una traduzione letteraria firmata da un autore celebre.

Vantaggi: 
  • lo scrittore ha una notevole sensibilità linguistica che gli tornerà utile al momento di tradurre;
  • l'editore venderà meglio il libro puntando sul fatto che è stato tradotto da uno scrittore famoso.
Svantaggi:
  • lo scrittore non sempre possiede le specifiche competenze di un buon traduttore letterario;
  • a volte lo scrittore, forte della propria celebrità, può essere tentato di imporsi sull'autore del testo originale facendo valere la propria scelta (linguistica o di contenuto) contro quella di chi il testo l'ha partorito. Eccovene un esempio tratto dalla filastrocca di Stevenson The Flowers, che potete leggere in inglese e nella traduzione di Roberto Mussapi:
Fairy places, fairy things,
Fairy woods where the wild bee wings,
Tiny trees for tiny dames- 
These must all be fairy names!

Luoghi fatati, cose fatate
boschi fatati dove ronzan le api,
piccole piante per damine incantate,
nomi fatati, tradotti da Mussapi!


Se l'argomento ti interessa, leggi sul Corriere di Bologna  questa intervista ad autori celebri che fanno anche i traduttori letterari.

La foto, tratta da qui, raffigura Cesare Pavese, noto anche per le sue traduzioni di Melville, Joyce, Dos Passos, Steinbeck, Dickens e Defoe.

domenica 18 novembre 2012

Lavori in corso... e letture consigliate!

Stiamo lavorando sul blog per rinnovarne la grafica e renderlo più facile da usare (a proposito, vi piace il nuovo look di questa pagina?). Stiamo anche riversando qui i contenuti del nostro sito, in modo da avere tutto quello che ci riguarda in un solo posto.

'Woman working on an airplane motor at North American Aviation, Inc., plant in Calif. (LOC)' photo (c) 1939, The Library of Congress - license: http://www.flickr.com/commons/usage/
A breve concluderemo i lavori e riprenderemo a pubblicare i post; per il momento vi lasciamo in compagnia di quelli passati. Ecco i più letti nell'ultimo mese:


Buona lettura e a presto!


La foto fa parte della collezione della Library of Congress ed è stata scattata nel 1942 da Alfred Palmer. La donna lavora a un motore di aeroplano presso la North American Aviation.

venerdì 26 ottobre 2012

Che font è questo?

A volte troviamo un'immagine o un logo con un font che ci piace e che vorremmo usare per i nostri documenti (questo ad esempio è Georgia)

ma, a meno di essere degli esperti, è difficile indovinare di quale font si tratti (lo riconosci? È Helvetica).

In questo caso si può ricorrere all'ottimo sito MyFonts (Verdana)

dove si può caricare l'immagine con i font misteriosi e ottenere il responso (questo è il classico Times).

Buoni font a tutti (con Trebuchet)!

giovedì 18 ottobre 2012

Che cosa fa di un traduttore un bravo traduttore? (E di un cuoco un bravo cuoco? Ecc. ecc.)

Diamo per scontato che per diventare professionisti di un dato settore si debbano seguire studi specifici, ma qual è l'elemento che poi fa la differenza tra chi se la cava e chi eccelle nel mestiere?

  • Secondo alcuni si tratta di possedere un talento particolare in quel campo: nel caso dei traduttori, ad esempio, avere orecchio per le lingue ed essere portati per la scrittura.
  • C'è anche chi pensa che sia tutta questione di passione: fai un mestiere perché ti piace, e alla fine diventi bravo.
  • Per altri il punto cruciale è la determinazione: desideri talmente tanto diventare un bravo professionista, che alla fine in qualche modo ce la fai.

L'abilità sembrerebbe quindi legata a doti innate (e difficilmente quantificabili): il talento, la passione, l'essere portati per qualcosa, la determinazione.

'80% of success is just showing up' photo (c) 2011, Sean MacEntee - license: http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/











Chi ha studiato la questione più a fondo, invece, ha scoperto che alla base della riuscita in una qualsiasi attività c'è un elemento molto concreto, che possiamo controllare direttamente: il puro e semplice tempo che le dedichiamo.
Non entriamo qui nel merito dei dati e delle spiegazioni, per le quali vi rimandiamo a due post molto stimolanti e ricchi di esempi, pubblicati da Arduino Mancini su Tibicon: Quanto tempo serve per diventare un esperto nel proprio lavoro? e Conta più il talento o la preparazione?, oltre che alla lettura di Fuoriclasse, l'ottimo libro di Malcolm Gladwell (trad. it. Elisabetta Valdrè, Mondadori 2010) sui fattori che portano le persone al successo professionale.

andre agassi

Vi riportiamo invece un esempio dell'importanza del fattore tempo: nelle pagine di Open, l'avvincente biografia di Agassi (trad. it. Giuliana Lupi, Einaudi 2011) si scopre che, quando Andre era un bambino, il padre gli aveva costruito una macchina sparapalline da tennis e lo costringeva a colpire 2500 palle al giorno, cioè 17.500 alla settimana, ossia poco meno di un milione all’anno… Il tennista in erba ha così accumulato molte più ore di allenamento dei suoi coetanei, diventando professionista a 16 anni e avviandosi all'eccezionale carriera che conosciamo.

Insomma, se vogliamo diventare bravi, davvero bravi nel nostro mestiere, oltre allo studio ci saranno senz'altro utili passione, talento e determinazione, ma soprattutto dovremo dedicare ore e ore di impegno ad affinare sempre più le nostre capacità.

La foto di Andre Agassi è tratta da qui.

mercoledì 10 ottobre 2012

Vuole una sportina? (E altri usi regionali)

Capita che, facendo acquisti in Romagna, ti venga offerta una sportina e tu rimanga per un momento sospesa, a riflettere sulla parola misteriosa... ma cosa sarà mai la sportina? Poi il contesto ti aiuta (la spesa è sparsa sul bancone e non hai niente con cui portarla a casa) e capisci che ti stanno proponendo un sacchetto.
'Attack of the Plastic Bags' photo (c) 2011, Mike Licht - license: http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/
Questo e mille altre oggetti, relativi soprattutto alla vita quotidiana, hanno nomi diversi in regioni diverse e danno vita a incomprensioni ed equivoci divertenti.

Se a Milano ti chiedono di fare la polvere, non la devi produrre, la devi togliere dai mobili. A Firenze, in compenso, per lavare i pavimenti devi dare il cencio (per terra).

Se in Toscana un'amica cerca la passata, forse non sta pensando di cucinare, ma di mettersi in ordine i capelli (la passata è quello che altrove si chiama "cerchietto").

Negli armadi di Milano ci sono gli ometti (no, non sono amanti nascosti di piccola statura, ma appendiabiti).  In Toscana invece si chiamano grucce  (ma non occorre essersi rotti una gamba per usarle).

Se a Firenze ti chiedono "Dov'è il toni?", non si riferiscono a un tuo amico (anche perché in Toscana non si mette l'articolo davanti ai nomi propri maschili, solo a quelli femminili: "il Carlo" no, ma "la Giovanna" sì). Il misterioso toni, insomma, non è una persona, è la tuta da ginnastica... (Sul sito Curiosità di Firenze trovate una spiegazione dell'origine del nome).

Quando si traduce, è utile confrontarsi con colleghi di città diverse per evitare di usare regionalismi: ci è capitato ad esempio di imbatterci nella "schiscetta" nei titoli delle riviste, ma questa parola è comprensibile solo in Lombardia e dintorni, non nel resto d'Italia. (La schiscetta è la gamella o gavetta in cui gli operai di un tempo pigiavano, cioè "schisciavano", il pranzo, oggi sostituita dal più pratico contenitore di plastica.)

Ed ecco qualche risorsa utile per le parole dialettali.

Risorse generali:
  • il sito di Turisti per caso, con video in cui persone di città diverse dicono nel proprio dialetto una lista di parole
  • il sito Volgarmente, che raccoglie parole dialettali da tutta Italia, con una funzione di ricerca che permette di trovare sia il significato della parola, sia lo stesso concetto espresso in dialetti diversi 
Dizionari dei singoli dialetti (in ordine alfabetico):
Se il post ti è piaciuto, condividilo cliccando sulle icone nel riquadro grigio sotto e leggi anche questo post sui modi di dire dialettali.

Ringraziamo Christelle per l'esempio della sportina!

mercoledì 3 ottobre 2012

Quali sono i bestseller italiani all'estero?

Se nelle classifiche italiane dei bestseller di questi giorni svettano i libri di Andrea Camilleri, Massimo Gramellini e Corrado Augias, che cosa succede nel resto d'Europa? I nostri autori vengono tradotti oppure no? E se sì, quali?

La domanda è stata posta in questo articolo pubblicato su La Lettura a 7 italianisti stranieri che fanno parte della giuria del premio "Alassio 100 libri" e insegnano nelle università. Ecco il loro responso.

Germania Vanno di moda i libri italiani che dal punto di vista tedesco hanno qualcosa di "esotico": negli anni Ottanta, ad esempio, è stato molto tradotto Eco, poi è stata la volta di Tabucchi e adesso tocca a Camilleri, di cui piacciono soprattutto le descrizioni di prelibatezze gastronomiche.

'Eve Arnold - Marilyn Monroe reading the last page of James Joyce's Ulisses  (1954)' photo (c) 2011, Playing Futures:  Applied Nomadology - license: http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/Gran Bretagna Gli autori italiani si traducono poco, e ce ne siamo accorte anche noi: di recente abbiamo letto Una vita da lettore e Shakespeare scriveva per soldi, due volumi che raccolgono le divertenti recensioni di libri pubblicate da Nick Hornby sulla rivista americana The Believer (che escono in Italia su Internazionale). Indovinate quanti libri italiani c'erano? Nessuno. E di autori non anglosassoni? Forse un paio su 150 circa...

Russia Pare che la letteratura italiana sia arrivata solo in tempi recenti, perché gli stessi traduttori ritenevano alcuni autori troppo difficili. Adesso i russi leggono Camilleri, ma non i suoi romanzi linguisticamente più complessi (quindi niente Montalbano).

Polonia La narrativa italiana è poco seguita, ma in compenso si traduce molta saggistica: grande successo di Gomorra, Roberto Calasso, Tiziano Terzani e Oriana Fallaci.

Spagna Vanno per la maggiore i gialli: Gianrico Carofiglio, Massimo Carlotto e l'immancabile Andrea Camilleri. A differenza dei lettori tedeschi, gli spagnoli non cercano nel commissario Montalbano la novità, ma la ripetizione di elementi già noti.

Svezia Gli svedesi seguono volentieri gli autori italiani, e anche i media si occupano di loro quando visitano il paese. A volte contribuiscono in gran misura al loro successo: le vendite di Io non ho paura si sono impennate dopo l'adattamento radiofonico del volume.

Francia Tra gli autori contemporanei più seguiti al momento ci sono Alessandro Baricco e soprattutto Erri de Luca, i cui titoli vengono tradotti subito dopo l'uscita italiana.

Questi sono i pareri degli italianisti; se avete notizie o idee sui libri italiani che si leggono all'estero, fateci sapere!

lunedì 24 settembre 2012

Sulle tracce di Yeats in Irlanda

Quest'estate abbiamo visitato l'Irlanda e tra le nostre mete c'è stata Sligo, la cittadina del nord-ovest a cui il poeta W.B. Yeats (1865-1939) era profondamente legato. Da quando aveva due anni e per i successivi 14, infatti, Yeats passò le lunghe vacanze estive con i nonni a Sligo, e manifestò poi il legame con quei luoghi in molte sue poesie.

Se volete ripercorrere le tracce di Yeats a Sligo e dintorni, ecco alcuni luoghi da non perdere, illustrati dalle foto di Alessandra.

Prima di tutto, la sua statua posta nel centro del paese, a due passi dalla Yeats Society, che promuove lo studio delle opere del poeta organizzando seminari e altri eventi.

statua di yeats-sligo irlanda

Poi il Ben Bulben, a nord di Sligo, che gli irlandesi definiscono "monte" ma è poco più di una collina (497 m) che domina con i suoi contorni netti e inconfondibili la grande pianura circostante. Lo si può costeggiare a piedi seguendo una comoda strada sterrata: 

benbulben sligo irlanda

Nella poesia Under Ben Bulben Yeats manifestò il desiderio di essere sepolto presso questo monte:

Under bare Ben Bulben's head 
In Drumcliff churchyard Yeats is laid, 
an ancestor was rector there 
Long years ago; a church stands near, 
By the road and ancient Cross. 
No marble, no conventional phrase, 
On limestone quarried near the spot 
By his command these words are cut: 
Cast a cold eye 
On life, on death. 
Horseman, pass by.

E il suo desiderio fu esaudito: nel cimitero della chiesa di Drumcliff, un paesino a pochi km da Sligo, sul lato che guarda il Ben Bulben, si trova infatti la tomba di Yeats, che porta incisi gli ultimi versi della poesia, proprio come il poeta desiderava:

tomba yeats drucliff - sligo - irlanda

Altro luogo a lui caro, a breve distanza da Sligo, le cascate di Glencar, ricordate nella poesia Towards Break of Day:

I thought: "There is a waterfall 
Upon Ben Bulben side 
That all my childhood counted dear.

cascate di glencar - sligo - irlanda

E per finire, lo splendido promontorio di Rosses Point, con un piccolo edificio di pietra, oggi in rovina, dove Yeats giocava quando era bambino: 

Rosses point - sligo - irlanda

La colonna sonora ideale per un viaggio sulle tracce di Yeats è Loreena McKennitt: la cantautrice canadese ha messo in musica alcuni testi del poeta, tra cui The Two Trees e Stolen Child (in cui sono citati Rosses Point e i ruscelli di Glencar).

Se ti interessano i viaggi letterari, leggi anche questo post dedicato ai luoghi di Virginia Woolf in Inghilterra.

mercoledì 19 settembre 2012

Translation slam: la seconda volta al Festivaletteratura

Il translation slam sta prendendo piede anche in Italia, contribuendo alla visibilità dei traduttori letterari, e anche quest'anno al Festivaletteratura di Mantova se ne sono tenuti due.

Nel primo, lo scrittore spagnolo Pablo d'Ors ha letto il proprio testo, tradotto pochi giorni prima dell'evento da Ileana M. Pop e Marco Stracquadaini, che hanno presentato al pubblico le loro versioni; Daniele Petruccioli (del Sindacato Traduttori Editoriali) ha moderato l'incontro sottolineando le difficoltà e le scelte dei due traduttori letterari.
Qui puoi leggere il resoconto dell'evento sul sito di Festivaletteratura e qui quello di Petruccioli, ed ecco il video (che puoi ingrandire cliccando sul riquadro che comparirà in basso a destra):



Il secondo translation slam, moderato sempre da Daniele Petruccioli, ha visto impegnati lo scrittore americano Louis Sachar e le traduttrici letterarie Flora Bonetti e Laura Cangemi. Leggi il resoconto dell'evento sul sito del Festival.




Qui invece puoi guardare il video del primo translation slam italiano, che si è tenuto al Festivaletteratura dell'anno passato.

martedì 11 settembre 2012

Quanto guadagnano i traduttori editoriali?

Oggi vi segnaliamo un'inchiesta lanciata da Biblit sulle tariffe dei traduttori editoriali. Se fate parte della categoria, dedicate 5 minuti di tempo alla compilazione: i risultati daranno a tutti noi un quadro generale dell'andamento del mercato e ci serviranno da riferimento per le contrattazioni future (magari chiediamo troppo poco e non lo sappiamo, o viceversa siamo fortunati e non ce ne siamo resi conto!)

Il questionario si trova qui, insieme ai risultati dell'inchiesta precedente (2008-2009).

Per altre informazioni sulle tariffe dei traduttori, segnaliamo il tariffometro di Simon Turner (consigliamo di leggere la sezione intitolata "Come stabilire la propria tariffa": è lunga ma divertente e offre parecchi spunti di riflessione) e un articolo pubblicato sul Corriere della Sera dal titolo "La vita agra del traduttore".