Sono tantissimi gli italiani con un romanzo o un'autobiografia nel cassetto, desiderosi di veder pubblicati i loro scritti: ce lo dimostra anche il numero di richieste che arrivano al nostro sito CercoGiornalistaScrittore.
Queste persone, tuttavia, si trovano ad affrontare un grosso dilemma: proporre il libro a un editore a pagamento, pagare e poi ritirare le copie da regalare agli amici, ma non avere mai la soddisfazione di vederlo in libreria, oppure darsi da fare (senza sapere come) perché un editore nazionale si convinca che il libro è buono e decida di investirci del suo, con il rischio però di aspettare per mesi o anni una risposta e magari di non vederla mai arrivare?
La redazione di una rivista letteraria curiosa e brillante di nome Wimbledon: la gente che legge, che usciva nei primi anni Novanta, aveva risolto il dilemma. Ecco qua che cosa proponeva ai suoi lettori-aspiranti-scrittori sul n° 11 del febbraio 1991, a p. 31:
Cari lettori, siamo stati sommersi dalle proposte di pubblicazione. Cari lettori, ve lo diciamo con la mano sul cuore: C'È DA DIVENTARE RICCHI A DARVI RETTA. [...]
Ogni mese su "Wimbledon" vi sarà una sezione intitolata "La gente che scrive". Lo spazio di questa sezione è messo all'asta tra i lettori: fate un'offerta, un tanto a parola, per la vostra poesia, racconto o saggio. Noi pubblicheremo senz'altro quelli che hanno fatto l'offerta più alta.
[...] pubblicheremo tre tipi di scritti: a) scritti di scrittori che per pubblicare ci hanno pagato; b) scritti di scrittori che ci hanno convinto e che pubblicheremo senza pretendere nessun pedaggio; c) scritti scelti a caso tra quelli che ci sono arrivati in redazione. [...]
Noi leggeremo la vostra opera e se ci piacerà la pubblicheremo gratuitamente. Se – come è molto più probabile – non ci piacerà, andremo a guardare quanto siete disposti a spendere per pubblicarla e se la vostra offerta supera le altre vi metteremo in pagina. Se infine quello che avete scritto non ci è piaciuto e se la vostra offerta è anche bassa, vi daremo ancora una possibilità: estrarremo a sorte qualche scritto da quelli che ci sono pervenuti e lo pubblicheremo lo stesso. Se non vi aiuta né la qualità né la buona sorte, cari amici, è meglio che smettiate! [...]
Naturalmente [non] sarà rivelato il segreto. Nessuno saprà mai se siete bravo o fortunato o semplicemente ricco! La vostra vanità sarà soddisfatta fino in fondo! Potrete orgogliosamente mostrare agli amici e ai parenti l'antologia col vostro nome stampato sopra senza timore di conseguenze! Spedite, spedite senza pietà. Noi aspettiamo.
Originali, no?
Il denaro raccolto andava in beneficenza e la rivista purtroppo è sopravvissuta solo per pochi numeri... ma non sappiamo se le due cose siano collegate.
lunedì 13 febbraio 2012
giovedì 26 gennaio 2012
Vuoi scrivere zen?
Oggi vi segnaliamo il software ZenWriter, che ricrea sul desktop un ambiente zen per la scrittura: qualcuno potrebbe sentirsi ancora più ispirato a scrivere o a tradurre!
Normalmente il programma viene venduto a 9,95 $, ma fino a domattina è scaricabile gratuitamente dal sito GiveAwayOfTheDay, che ogni giorno regala un software diverso (per saperne di più sul sito, leggi il nostro post sui programmi scaricabili gratis). Se invece siete arrivati tardi per il GiveAwayOfTheDay, vi segnaliamo un programma simile, da scaricare gratuitamente quando volete: Q10.
La pagina di ZenWriter ha una grafica essenziale, personalizzabile in bianco o nero, con vari temi filigranati di sfondo. Mentre si scrive si può avere un accompagnamento musicale rilassante, oppure sentire il rumore delle vecchie macchine da scrivere o di gocce d'acqua che cadono ogni volta che schiacciamo un tasto (naturalmente è anche possibile eliminare del tutto gli effetti sonori).
Lo scopo del programma è quello di minimizzare le distrazioni, quindi sullo schermo si visualizza soltanto la pagina su cui si scrive (come si vede nella foto): la barra di Windows rimane nascosta e per farla ricomparire bisogna premere Alt + Tab.
Il testo viene salvato sotto forma di file Word all'interno della cartella del programma. Le funzioni del text editor sono poche: si può scegliere tra 5 tipi di font, fissare l'interlinea, tenere il conto delle battute e delle pagine e poco altro.
Qualche dato tecnico: il programma occupa 58,3 MB ed è installabile su Windows XP, Vista e Windows 7.
Per scaricarlo, cliccate qui.
Normalmente il programma viene venduto a 9,95 $, ma fino a domattina è scaricabile gratuitamente dal sito GiveAwayOfTheDay, che ogni giorno regala un software diverso (per saperne di più sul sito, leggi il nostro post sui programmi scaricabili gratis). Se invece siete arrivati tardi per il GiveAwayOfTheDay, vi segnaliamo un programma simile, da scaricare gratuitamente quando volete: Q10.
La pagina di ZenWriter ha una grafica essenziale, personalizzabile in bianco o nero, con vari temi filigranati di sfondo. Mentre si scrive si può avere un accompagnamento musicale rilassante, oppure sentire il rumore delle vecchie macchine da scrivere o di gocce d'acqua che cadono ogni volta che schiacciamo un tasto (naturalmente è anche possibile eliminare del tutto gli effetti sonori).
Lo scopo del programma è quello di minimizzare le distrazioni, quindi sullo schermo si visualizza soltanto la pagina su cui si scrive (come si vede nella foto): la barra di Windows rimane nascosta e per farla ricomparire bisogna premere Alt + Tab.
Il testo viene salvato sotto forma di file Word all'interno della cartella del programma. Le funzioni del text editor sono poche: si può scegliere tra 5 tipi di font, fissare l'interlinea, tenere il conto delle battute e delle pagine e poco altro.
Qualche dato tecnico: il programma occupa 58,3 MB ed è installabile su Windows XP, Vista e Windows 7.
Per scaricarlo, cliccate qui.
martedì 24 gennaio 2012
Quando ti manca la parola... ci sono i glossari!
A volte quando si traduce ci si imbatte in termini molto specifici di ambiti particolari: se il protagonista del nostro romanzo è un botanico, capiterà di sentir parlare di foglie imparipennate, piante monoiche e pappi (pappi? Sì, pappi!).
In questo caso, se non siamo già esperti di quel particolare argomento (e non si può essere esperti di tutto...), i glossari specialistici possono darci una mano. Sul sito della Commissione Europea se ne trovano tantissimi, suddivisi per settori scientifici. Da vedere anche la sezione "Dizionari & Glossari" di Biblit... e buone ricerche!
La foto è di Alessandra.
mercoledì 18 gennaio 2012
Le vecchie pubblicità Esselunga ti fanno ridere o piangere?
Avete mai visto le pubblicità Esselunga di qualche anno fa? Quelle con frutta e cibi vari accostati a giochi di parole che richiamavano personaggi celebri, tipo questa?
Ecco, noi le abbiamo riviste qualche giorno fa al supermercato e la reazione è stata la stessa di sempre: dolore fisico.
D'altra parte, molte persone che conosciamo le trovano curiose e divertenti: non a caso Esselunga aveva messo in vendita con successo quaderni e blocchetti che riportavano queste immagini in copertina.
Dal sito di Esselunga, inoltre, è tuttora possibile scaricare le pubblicità come sfondi per il desktop, e utilizzarle per creare inviti e segnaposti, menu e calendari personalizzati.
Facendo una piccola ricerca in rete, infine, ci siamo rese conto che, a parte qualche parodia, i commenti sulle pubblicità sono tutti positivi: l'agenzia Armando Testa ha fatto un ottimo lavoro.
Ma come funzionano queste pubblicità?
Per crearle, l'agenzia Testa ha scelto due mondi che normalmente sono ben distinti: il cibo (che ovviamente è il fulcro di tutta la campagna), e i personaggi storici, e li ha fatti incontrare in modo originale. Questo incontro/scontro si verifica sia sul piano visivo (la pagnotta con il copricapo da faraone) sia su quello linguistico (il gioco di parole), pertanto un piano rafforza l'altro. Una volta scelto il filo conduttore della campagna, l'agenzia si è sbizzarrita a inventare mille personaggi storico-gastronomici: sono nati così Piero della Franpesca, Rapanello Sanzio, Antonno e Cleopasta, e l'imperdibile Al Cacone (guarda l'elenco).
Lo scopo della campagna è probabilmente quello di sorprendere il lettore/cliente, e non c'è che dire: è stato raggiunto. Se poi la sorpresa sia positiva o negativa, lo lasciamo decidere a voi: siamo curiose di sentire che cosa ne pensate!
In ogni caso, può essere utile sapere che il meccanismo di queste pubblicità è lo stesso che fa funzionare barzellette e battute di spirito: anche queste si basano sullo scontro fra mondi diversi e sulla sorpresa che ne risulta. Visto che lavoriamo con le parole, approfondire questi meccanismi può sempre tornarci utile...
Per uno studio dell'umorismo e delle sue dinamiche, leggi L'umorismo nella comunicazione umana di Gregory Bateson (a cura di Pier Aldo Rovatti e Davide Zoletto, Raffaello Cortina 2006).
Ecco, noi le abbiamo riviste qualche giorno fa al supermercato e la reazione è stata la stessa di sempre: dolore fisico.
D'altra parte, molte persone che conosciamo le trovano curiose e divertenti: non a caso Esselunga aveva messo in vendita con successo quaderni e blocchetti che riportavano queste immagini in copertina.
Dal sito di Esselunga, inoltre, è tuttora possibile scaricare le pubblicità come sfondi per il desktop, e utilizzarle per creare inviti e segnaposti, menu e calendari personalizzati.
Facendo una piccola ricerca in rete, infine, ci siamo rese conto che, a parte qualche parodia, i commenti sulle pubblicità sono tutti positivi: l'agenzia Armando Testa ha fatto un ottimo lavoro.
Ma come funzionano queste pubblicità?
Per crearle, l'agenzia Testa ha scelto due mondi che normalmente sono ben distinti: il cibo (che ovviamente è il fulcro di tutta la campagna), e i personaggi storici, e li ha fatti incontrare in modo originale. Questo incontro/scontro si verifica sia sul piano visivo (la pagnotta con il copricapo da faraone) sia su quello linguistico (il gioco di parole), pertanto un piano rafforza l'altro. Una volta scelto il filo conduttore della campagna, l'agenzia si è sbizzarrita a inventare mille personaggi storico-gastronomici: sono nati così Piero della Franpesca, Rapanello Sanzio, Antonno e Cleopasta, e l'imperdibile Al Cacone (guarda l'elenco).
Lo scopo della campagna è probabilmente quello di sorprendere il lettore/cliente, e non c'è che dire: è stato raggiunto. Se poi la sorpresa sia positiva o negativa, lo lasciamo decidere a voi: siamo curiose di sentire che cosa ne pensate!
In ogni caso, può essere utile sapere che il meccanismo di queste pubblicità è lo stesso che fa funzionare barzellette e battute di spirito: anche queste si basano sullo scontro fra mondi diversi e sulla sorpresa che ne risulta. Visto che lavoriamo con le parole, approfondire questi meccanismi può sempre tornarci utile...
Per uno studio dell'umorismo e delle sue dinamiche, leggi L'umorismo nella comunicazione umana di Gregory Bateson (a cura di Pier Aldo Rovatti e Davide Zoletto, Raffaello Cortina 2006).
giovedì 12 gennaio 2012
Se hai bisogno di idee per una nuova libreria...
Il sito Bookshelf porn presenta centinaia di foto e alcuni video di librerie e scaffalature che potrebbero ispirarvi a trovare nuove collocazioni per i vostri libri o semplicemente farvi passare cinque minuti divertenti ammirando le biblioteche altrui. Anche Bizarre bookshelves mostra alcune foto di librerie insolite e curiose.
E se vi piacciono le librerie fatte di libri, guardate quelle che abbiamo segnalato in questo post: ce ne sono per tutti i gusti!
Se invece state pensando di dar via i vostri libri perché avete già sfruttato ogni angolo possibile della casa e lo spazio non basta più, leggete il post Ho troppi libri, che fare? sulle varie opzioni per "smaltire" quelli che proprio non potete più tenere (sob!).
Se l'argomento ti interessa, leggi anche 4 regole d'oro per catalogare i libri di casa e Come archiviare i libri: istruzioni per l'uso.
Se invece state pensando di dar via i vostri libri perché avete già sfruttato ogni angolo possibile della casa e lo spazio non basta più, leggete il post Ho troppi libri, che fare? sulle varie opzioni per "smaltire" quelli che proprio non potete più tenere (sob!).
Se l'argomento ti interessa, leggi anche 4 regole d'oro per catalogare i libri di casa e Come archiviare i libri: istruzioni per l'uso.
martedì 10 gennaio 2012
E tu, che cosa vuoi realizzare quest'anno?
Quando inizia l'anno nuovo capita a tutti di sognare quello che vorremmo realizzare nei 12 mesi successivi: "Mi piacerebbe pubblicare il mio primo romanzo!", pensiamo, oppure: "Vorrei tradurre quel libro meraviglioso!" o anche semplicemente: "Sarebbe bello guadagnare di più", e via fantasticando.
Qualcuno arriva anche a mettere per iscritto i propri sogni, ma per lo più ci limitiamo a far affiorare i nostri desideri per pochi attimi all'inizio dell'anno, per poi dimenticarli non appena riprendiamo a lavorare e siamo presi dal solito tran tran.
Noi da alcuni anni cerchiamo di trasformare i desideri in obiettivi concreti attraverso la pianificazione e poi di realizzarli giorno dopo giorno, e in effetti i cambiamenti si vedono.
La pianificazione è un lavoro vero e proprio, che probabilmente non piace a tutti... ma se volete cimentarvi, ecco il nostro metodo passo per passo.

1. La ruota della vita
Prendiamo in esame tutti gli aspetti della nostra vita:
2. Definire gli obiettivi
Per ogni aspetto della vita stabiliamo gli obiettivi per l'anno, seguendo due semplici regole:
Se voglio pubblicare il mio libro entro l'anno, devo stendere il progetto editoriale entro gennaio, trovare un editore entro marzo, lavorare alla stesura fino a fine agosto e rivedere le bozze a fine ottobre. Ogni obiettivo deve essere "spezzettato" nelle diverse azioni che portano alla sua realizzazione e ogni azione deve avere una tempistica precisa.
4. Riportare le azioni sull'agenda
Le azioni da compiere per ogni settore della ruota della vita vanno poi riportate in una lista mensile e in una settimanale. Ogni fine settimana facciamo la programmazione per i 7 giorni a venire, definendo una lista giornaliera (plausibile) delle cose da fare. Ogni mattina apriamo l'agenda, rivediamo gli obiettivi del giorno e un passo dopo l'altro li realizziamo, cercando di non aggiungerne di nuovi, ma di esaurire quelli stabiliti (a meno che non nascano delle emergenze).
5. Rivedere le liste
Alla fine della settimana riprendiamo in mano la lista di obiettivi di quel mese e programmiamo la settimana che segue; alla fine di ogni mese riprendiamo la lista di tutto l'anno e programmiamo il mese successivo. Nel corso delle revisioni scopriamo se ci sono azioni che stiamo rimandando continuamente, obiettivi che per qualche ragione non sono più importanti e possono essere eliminati ecc.
È importante fare queste revisioni periodiche, altrimenti dimentichiamo ciò che conta davvero per noi e la routine prende il sopravvento...
E tu, che cosa vuoi realizzare nel 2012?
Per chi vuole approfondire, consigliamo un ottimo libro che insegna a portare a termine i mille impegni di ogni giorno senza sentirsi travolti dalle cose da fare: Detto, fatto. L'arte dell'efficienza di David Allen.
Per migliorare l'organizzazione del lavoro, consigliamo anche l'articolo di Mark McGuinness di cui abbiamo parlato nel post "Lavorare concentrati per più di 5 minuti? Tutta questione di organizzazione".
La foto s'intitola Men on a Mountain in Keene, New Hampshire, ed è conservata presso la Keene Public Library.
Qualcuno arriva anche a mettere per iscritto i propri sogni, ma per lo più ci limitiamo a far affiorare i nostri desideri per pochi attimi all'inizio dell'anno, per poi dimenticarli non appena riprendiamo a lavorare e siamo presi dal solito tran tran.
Noi da alcuni anni cerchiamo di trasformare i desideri in obiettivi concreti attraverso la pianificazione e poi di realizzarli giorno dopo giorno, e in effetti i cambiamenti si vedono.
La pianificazione è un lavoro vero e proprio, che probabilmente non piace a tutti... ma se volete cimentarvi, ecco il nostro metodo passo per passo.
1. La ruota della vita
Prendiamo in esame tutti gli aspetti della nostra vita:
- vita familiare
- vita sociale
- lavoro
- ricchezza
- benessere
- crescita personale
- viaggi
- volontariato/beneficenza
2. Definire gli obiettivi
Per ogni aspetto della vita stabiliamo gli obiettivi per l'anno, seguendo due semplici regole:
- non aver paura di sognare in grande
- far sì che gli obiettivi siano SMART: Specific, Measurable, Attainable, Relevant, Timed (leggi una spiegazione dettagliata del metodo SMART, in inglese). In particolare cerchiamo di definirli nel modo più preciso e dettagliato possibile e di fissare una scadenza entro cui realizzarli.
Se voglio pubblicare il mio libro entro l'anno, devo stendere il progetto editoriale entro gennaio, trovare un editore entro marzo, lavorare alla stesura fino a fine agosto e rivedere le bozze a fine ottobre. Ogni obiettivo deve essere "spezzettato" nelle diverse azioni che portano alla sua realizzazione e ogni azione deve avere una tempistica precisa.
4. Riportare le azioni sull'agenda
Le azioni da compiere per ogni settore della ruota della vita vanno poi riportate in una lista mensile e in una settimanale. Ogni fine settimana facciamo la programmazione per i 7 giorni a venire, definendo una lista giornaliera (plausibile) delle cose da fare. Ogni mattina apriamo l'agenda, rivediamo gli obiettivi del giorno e un passo dopo l'altro li realizziamo, cercando di non aggiungerne di nuovi, ma di esaurire quelli stabiliti (a meno che non nascano delle emergenze).
5. Rivedere le liste
Alla fine della settimana riprendiamo in mano la lista di obiettivi di quel mese e programmiamo la settimana che segue; alla fine di ogni mese riprendiamo la lista di tutto l'anno e programmiamo il mese successivo. Nel corso delle revisioni scopriamo se ci sono azioni che stiamo rimandando continuamente, obiettivi che per qualche ragione non sono più importanti e possono essere eliminati ecc.
È importante fare queste revisioni periodiche, altrimenti dimentichiamo ciò che conta davvero per noi e la routine prende il sopravvento...
E tu, che cosa vuoi realizzare nel 2012?
Per chi vuole approfondire, consigliamo un ottimo libro che insegna a portare a termine i mille impegni di ogni giorno senza sentirsi travolti dalle cose da fare: Detto, fatto. L'arte dell'efficienza di David Allen.
Per migliorare l'organizzazione del lavoro, consigliamo anche l'articolo di Mark McGuinness di cui abbiamo parlato nel post "Lavorare concentrati per più di 5 minuti? Tutta questione di organizzazione".
La foto s'intitola Men on a Mountain in Keene, New Hampshire, ed è conservata presso la Keene Public Library.
giovedì 22 dicembre 2011
Se stai cercando un libro da regalare o leggere a Natale...
Se stai ancora cercando gli ultimi regali di Natale oppure sei a caccia di bei libri da leggere durante i giorni di festa, ecco qualche buona lettura a tema natalizio:
Canto di Natale, di Charles Dickens (case editrici e traduttori vari: è uscito in mille versioni, anche con i titoli Racconto di Natale e Ballata di Natale)
Un classicissimo da rileggere a Natale e magari anche da rivedere in dvd, nella bella versione della Disney del 2009.
A chi si addice: a chi ha voglia di speranza, di cambiamento... in una parola, a tutti, in questo inverno di crisi economica e clima impazzito.

Il Natale di Poirot, di Agatha Christie (Mondadori, trad. it. Oriella Bobba o Enrico Piceni a seconda delle edizioni; la prima ha prefazione e postfazione di Marco Polillo)
Tra i più bei gialli della grande Agatha: clima natalizio, riunione di famiglia, vecchi rancori, un delitto e l'inevitabile indagine di Poirot che porta alla luce i moventi di tutti i personaggi. Da gustare bevendo tè inglese e mangiando Christmas pudding.
A chi si addice: ovviamente agli appassionati di gialli, ma anche a chi ama le ambientazioni inglesi e una scrittura piacevole come una carezza.
I dodici incubi del Natale, di John Updike, illustrazioni di Edward Gorey (Alet, trad. it. Chiara Belliti)
Un libretto di una ventina di pagine in cui i brevi testi ironici di Updike si affiancano ai disegni gotici di Gorey.
A chi si addice: a chi ha il senso dell'umorismo e sa cogliere il lato buffo del Natale.
L’oratorio di Natale, di Göran Tunström (Iperborea, trad. it. Fulvio Ferrari)
Un musicista affermato fa ritorno alla cittadina in cui è nato per dirigere un coro di dilettanti nell'Oratorio di Natale di Bach, iniziando così un viaggio alla ricerca delle proprie radici.
A chi si addice: a chi ama le atmosfere natalizie scandinave e la musica classica.
Buone letture e buon Natale a tutti!
Sempre sul tema del Natale puoi leggere il racconto di Francesca "Tempi duri per Babbo Natale".
La foto è di Alessandra.
Canto di Natale, di Charles Dickens (case editrici e traduttori vari: è uscito in mille versioni, anche con i titoli Racconto di Natale e Ballata di Natale)
Un classicissimo da rileggere a Natale e magari anche da rivedere in dvd, nella bella versione della Disney del 2009.
A chi si addice: a chi ha voglia di speranza, di cambiamento... in una parola, a tutti, in questo inverno di crisi economica e clima impazzito.

Il Natale di Poirot, di Agatha Christie (Mondadori, trad. it. Oriella Bobba o Enrico Piceni a seconda delle edizioni; la prima ha prefazione e postfazione di Marco Polillo)
Tra i più bei gialli della grande Agatha: clima natalizio, riunione di famiglia, vecchi rancori, un delitto e l'inevitabile indagine di Poirot che porta alla luce i moventi di tutti i personaggi. Da gustare bevendo tè inglese e mangiando Christmas pudding.
A chi si addice: ovviamente agli appassionati di gialli, ma anche a chi ama le ambientazioni inglesi e una scrittura piacevole come una carezza.
I dodici incubi del Natale, di John Updike, illustrazioni di Edward Gorey (Alet, trad. it. Chiara Belliti)
Un libretto di una ventina di pagine in cui i brevi testi ironici di Updike si affiancano ai disegni gotici di Gorey.
A chi si addice: a chi ha il senso dell'umorismo e sa cogliere il lato buffo del Natale.
L’oratorio di Natale, di Göran Tunström (Iperborea, trad. it. Fulvio Ferrari)
Un musicista affermato fa ritorno alla cittadina in cui è nato per dirigere un coro di dilettanti nell'Oratorio di Natale di Bach, iniziando così un viaggio alla ricerca delle proprie radici.
A chi si addice: a chi ama le atmosfere natalizie scandinave e la musica classica.
Buone letture e buon Natale a tutti!
Sempre sul tema del Natale puoi leggere il racconto di Francesca "Tempi duri per Babbo Natale".
La foto è di Alessandra.
mercoledì 23 novembre 2011
"Arrivare dopo i fochi" e altri modi di dire dialettali
Quando un fiorentino ti dice "Tu' sse' arrivato dopo i fochi", che cosa intende? Di quali fuochi starà parlando?
Abbiamo già accennato ai modi di dire e alle difficoltà che pongono ai traduttori; oggi vi presentiamo un paio di proverbi delle nostre città che risultano incomprensibili agli "stranieri" in senso lato, non tanto per le difficoltà linguistiche date dal dialetto, quanto perché fanno riferimento a un contesto locale, che i forestieri in genere non conoscono.
A Firenze si dice "Tu' sse' arrivato dopo i fochi" (con la "t" di "arrivato" e la "c" di "fochi" aspirate) quando l'altro si presenta dopo la conclusione di un evento. Questo è il tipico esempio di espressione che, per poter essere interpretata correttamente, richiede una conoscenza dettagliata del contesto locale. I "fochi", infatti, sono i fuochi che si tenevano e si tengono tuttora il 24 giugno in occasione della festa del patrono della città, san Giovanni. In passato, in quel giorno si svolgevano tornei, un palio di cavalli e una fiera e alla fine si accendevano i fuochi, oggi sostituiti da quelli di artificio. Per questo "arrivare dopo i fuochi" significa arrivare troppo tardi, quando la festa è ormai finita.
A Milano si dice "I tri laurà inutil: massà la gent, spalà la nef e pertegà i nuss" (I tre lavori inutili: ammazzare la gente, spalare la neve e perticare i noci). In questo caso la difficoltà posta dal proverbio sta nel fatto che non viene motivata l'inutilità di questi lavori. Ecco la spiegazione: uccidere non serve, perché prima o poi si muore; spalare la neve idem, perché si scioglie da sola; battere i noci con la pertica altrettanto, perché i frutti cadranno al momento giusto.
Mandateci i vostri modi di dire dialettali più difficili, li pubblicheremo!
Se ti interessano gli usi regionali di certi termini italiani, leggi anche il post Vuole una sportina?.
Abbiamo già accennato ai modi di dire e alle difficoltà che pongono ai traduttori; oggi vi presentiamo un paio di proverbi delle nostre città che risultano incomprensibili agli "stranieri" in senso lato, non tanto per le difficoltà linguistiche date dal dialetto, quanto perché fanno riferimento a un contesto locale, che i forestieri in genere non conoscono.
A Firenze si dice "Tu' sse' arrivato dopo i fochi" (con la "t" di "arrivato" e la "c" di "fochi" aspirate) quando l'altro si presenta dopo la conclusione di un evento. Questo è il tipico esempio di espressione che, per poter essere interpretata correttamente, richiede una conoscenza dettagliata del contesto locale. I "fochi", infatti, sono i fuochi che si tenevano e si tengono tuttora il 24 giugno in occasione della festa del patrono della città, san Giovanni. In passato, in quel giorno si svolgevano tornei, un palio di cavalli e una fiera e alla fine si accendevano i fuochi, oggi sostituiti da quelli di artificio. Per questo "arrivare dopo i fuochi" significa arrivare troppo tardi, quando la festa è ormai finita.
A Milano si dice "I tri laurà inutil: massà la gent, spalà la nef e pertegà i nuss" (I tre lavori inutili: ammazzare la gente, spalare la neve e perticare i noci). In questo caso la difficoltà posta dal proverbio sta nel fatto che non viene motivata l'inutilità di questi lavori. Ecco la spiegazione: uccidere non serve, perché prima o poi si muore; spalare la neve idem, perché si scioglie da sola; battere i noci con la pertica altrettanto, perché i frutti cadranno al momento giusto.
Mandateci i vostri modi di dire dialettali più difficili, li pubblicheremo!
Se ti interessano gli usi regionali di certi termini italiani, leggi anche il post Vuole una sportina?.
mercoledì 9 novembre 2011
Se i contratti di traduzione ti fanno venire il mal di testa...
Ascolta l'intervista rilasciata a Radio Città del Capo da Elisa Comito della Sezione Traduttori dell'SNS!
È molto chiara e approfondita e in circa 25 minuti tocca temi come la tipologia di contratto, le clausole fondamentali, l'obbligo di citare il nome del traduttore in copertina o sul frontespizio e le tariffe. Elisa fornisce inoltre gli indirizzi della Sezione Traduttori a cui è possibile chiedere informazioni sui contratti.
Per ascoltare l'intervista, vai sul sito e clicca su "Montag 2x06". Buon ascolto e grazie mille a Elisa per le preziose informazioni!
venerdì 4 novembre 2011
Hai poco tempo per aggiornarti? Guarda i video!
È da un po' che non ti aggiorni? Non trovi il tempo di partecipare ai seminari per traduttori editoriali?
Su internet esistono molte risorse per la formazione, tra cui i video di alcuni seminari dedicati alla traduzione letteraria e non solo.
Un esempio è il convegno con cui il 23 giugno è stata inaugurata a Roma la Casa delle Traduzioni, il primo centro italiano di documentazione, ricerca e scambio sui temi della traduzione editoriale.
Il programma era ricco di incontri e seminari per traduttori. Se ve lo siete perso, qui trovate i video (circa 20 minuti l'uno) di tutti gli interventi: Renata Colorni, direttore editoriale dei "Meridiani" Mondadori, parla della nuova traduzione de La montagna magica di Thomas Mann, i traduttori/editor Daniele Petruccioli e Andreina Lombardi Bom conducono un laboratorio di revisione, Lorenzo Enriques di Zanichelli descrive il rapporto fra traduttore e casa editrice.
Ma non è finita qui: nella stessa pagina si possono vedere anche i video degli incontri sulla traduzione letteraria che si sono svolti nel 2010 e 2009 con la partecipazione, tra gli altri, dei traduttori Ilide Carmignani, Susanna Basso, Federica Aceto, Claudia Valeria Letizia, Leonardo Marcello Pignataro.
Buona visione!
Su internet esistono molte risorse per la formazione, tra cui i video di alcuni seminari dedicati alla traduzione letteraria e non solo.
Un esempio è il convegno con cui il 23 giugno è stata inaugurata a Roma la Casa delle Traduzioni, il primo centro italiano di documentazione, ricerca e scambio sui temi della traduzione editoriale.
Il programma era ricco di incontri e seminari per traduttori. Se ve lo siete perso, qui trovate i video (circa 20 minuti l'uno) di tutti gli interventi: Renata Colorni, direttore editoriale dei "Meridiani" Mondadori, parla della nuova traduzione de La montagna magica di Thomas Mann, i traduttori/editor Daniele Petruccioli e Andreina Lombardi Bom conducono un laboratorio di revisione, Lorenzo Enriques di Zanichelli descrive il rapporto fra traduttore e casa editrice.
Ma non è finita qui: nella stessa pagina si possono vedere anche i video degli incontri sulla traduzione letteraria che si sono svolti nel 2010 e 2009 con la partecipazione, tra gli altri, dei traduttori Ilide Carmignani, Susanna Basso, Federica Aceto, Claudia Valeria Letizia, Leonardo Marcello Pignataro.
Buona visione!
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