lunedì 30 maggio 2011

Da dove vengono le buone idee?

Qualche mese fa avevamo tradotto un post di Seth Godin intitolato "Da dove vengono le idee?".

Oggi ritorniamo sul tema proponendovi un video (in inglese, con disegni buffi e fumetti) sul modo in cui nascono le buone idee. Per non rovinarvi la sorpresa, vi diciamo soltanto che l'autore è ottimista riguardo agli effetti che Internet può produrre sul nostro cervello...



Il video è il booktrailer del libro Where Good Ideas Come From, scritto dal giornalista scientifico americano Steven Johnson e recensito qui.

giovedì 26 maggio 2011

Tradurre i titoli dei film? Mai dire mai!

Ci sono film, come L'attimo fuggente di Peter Weir, che si fanno ricordare (anche) per il titolo azzeccato, e altri, come Non drammatizziamo... è solo questione di corna di Truffaut, che ci fanno mettere in discussione la salute mentale di registi e produttori.
In realtà né l'uno né l'altro si chiamavano così, nella versione originale: il film con Robin Williams nelle vesti dell'estroso professor Keating si intitolava Dead Poets Society, mentre la pellicola di Truffaut aveva un titolo molto sobrio, al contrario dell'italiano: Domicile conjugal.

Ma che cosa spinge i distributori italiani a modificare e in certi casi a stravolgere i titoli dei film stranieri?
Principalmente considerazioni di marketing, giuste o sbagliate che siano.

Les Quatre Cents Coupsphoto © 2007 Darinka Marun | more info (via: Wylio)


Ad esempio, visto che L'aereo più pazzo del mondo I e II avevano riscosso successo, quando in Italia è arrivato Stewardess School, un film in cui due ragazze cercano di diventare hostess, si è pensato bene di intitolarlo L'aereo più pazzo del mondo III, anche se con i precedenti non aveva niente da spartire.

Allo stesso modo, sempre per ragioni di cassetta si fa leva sul romanticismo, evocando l'amore ogni volta che è possibile. Ad esempio, Eternal Sunshine of the Spotless Mind di Michel Gondry (2004) in italiano è stato reso con Se mi lasci ti cancello. Peccato che il titolo originale fosse un verso del poema Eloisa to Abelard di Alexander Pope, una citazione colta che va completamente perduta nella versione italiana.

Con il tempo, forse, le cose vanno migliorando, visto che sempre più italiani sono in grado di capire le lingue straniere. Così, invece di tradurre i titoli, li si lascia in lingua originale, magari omettendo le parole di difficile comprensione. Ad esempio, il celeberrimo film The Millionaire, in originale si chiamava Slumdog Millionaire, precisazione non da poco, visto che il protagonista viene appunto da uno slum.

In alternativa, si lascia il titolo originale con un sottotitolo italiano esplicativo: ad esempio Sister Act viene completato da Una svitata in abito da suora.

Che dire, poi, dei titoli "intraducibili"? Per tornare a Truffaut, il suo primo lungometraggio si intitolava Les Quatre Cents Coups, espressione che, con l'aggiunta del verbo faire all'inizio, significa "fare il diavolo a quattro". Curiosamente, in italiano si è scelto di tradurlo letteralmente con I quattrocento colpi, perdendo così del tutto il significato originale. Ma correva l'anno 1959 ed erano altri tempi anche per la traduzione...

Per approfondire l'argomento, ti consigliamo anche questo articolo di Repubblica.

lunedì 23 maggio 2011

A caccia di errori con le enciclopedie online

Quante volte, traducendo su un testo, ci è capitato di trovare errori nei dati citati dall'autore?
In un saggio che abbiamo tradotto dall'inglese, ad esempio, Meyerbeer era improvvisamente diventato un compositore italiano, mentre in un altro testo storico spagnolo si diceva che un certo santo locale aveva iniziato a costruire un monastero nel 1114 per finire nel 1220. Longevo, no?

I controlli sul testo sono un aspetto fondamentale del lavoro di autori, traduttori e revisori, e nei giornali più seri il fact checking è addirittura una mansione specifica, descritta in modo brillante e spiritoso da Virginia Heffernan, fact checker del New Yorker, in questo articolo in inglese.
appunti e pennarelliphoto © 2010 Nils Geylen | more info (via: Wylio)

Negli ultimi anni, questo aspetto del nostro lavoro è cambiato: prima dell'avvento di internet i fatti si verificavano sfogliando gigantesche enciclopedie cartacee o telefonando agli esperti per verificare le informazioni più specifiche.

Oggi, con internet, tutto quello che cerchiamo è in rete, rintracciabile con un paio di clic, ma si pone un nuovo problema: è affidabile? Dato che tutti possono scrivere su internet, infatti, gli errori abbondano: ecco perché molti diffidano di Wikipedia, l'enciclopedia compilata dagli utenti.

Stando a una ricerca, però, l'affidabilità di Wikipedia, non è da meno di quella delle enciclopedie più accreditate: la rivista Nature ha messo a confronto un campione di 42 voci scientifiche tratte da Wiki con le corrispondenti voci dell'enciclopedia Britannica online (leggi qui e qui alcune informazioni). Conclusione: gli errori riscontrati in ogni articolo erano in media 4 per Wiki e 3 per la Britannica, e su Wiki tendevano a diminuire quanto più aumentava il numero di persone che avevano contribuito alla stesura della voce. Un bel risultato per l'enciclopedia autogestita!

Le enciclopedie più accreditate, che una volta si sfogliavano su carta, oggi sono consultabili online. Vedi ad esempio:
Qualunque enciclopedia si scelga, comunque, è difficile essere certi al 100% che il dato sia esatto; fare controlli incrociati, però, aiuta sempre.

venerdì 20 maggio 2011

Vita da Topi Scrittori - Panico da presentazione

Ecco il terzo racconto breve di Francesca della serie dedicata ad autori, traduttori editoriali e lettori. Buona lettura!

Vita da Topi Scrittori
Panico da presentazione

Di tanto in tanto Topo Scrittore veniva strappato al calduccio della sua tana tappezzata di carta per andare a presentare i libri che aveva scritto. Ormai erano qualche decina: dopo l’impegnativo Fenomenologia del caciocavallo aveva pubblicato L’arte di cucinare con gli avanzi (degli umani), poi dalla gastronomia era passato ad altri argomenti. Erano apparsi così la guida bestseller 101 luoghi da non perdere delle fogne londinesi e i frammenti autobiografici Vita da topi.
 
topo
 
Non ricordava neanche più quante presentazioni aveva fatto, ma ogni volta, quando si chiudeva alle spalle la porta della tana, un fremito di nervosismo gli percorreva le vibrisse. Passare dal rassicurante isolamento all’incontro con i topi lettori era un po’ come quando, nei giorni di pioggia, era costretto ad attraversare i canali di scolo gonfi d’acqua: il primo impatto era sempre uno shock.

A ogni presentazione, tutto era diverso: cambiava la città, cambiava la sede (dai sottoscala delle librerie ai vicoli bui, poco frequentati dagli umani), cambiavano gli occhietti di topo che lo fissavano, ma c’era una cosa che non cambiava mai: la Domanda Imprevedibile.

Per quanto avesse sviscerato un argomento, Topo Scrittore incontrava sempre un topo lettore che di quell’argomento aveva fatto la propria ragione di vita e perciò voleva ricevere lumi che lui non era in grado di offrire, ad esempio sulla particolare forma assunta dai buchini del caciocavallo in certe valli remote della Sila. In alternativa, la Domanda Imprevedibile serviva a mostrare evidenti lacune nei suoi scritti: perché non aveva inserito nella guida il 102° luogo imperdibile delle fogne londinesi? Sapeva che gli avanzi dei ristoranti di cucina molecolare erano più indigesti di quelli dei migliori fast food?

Topo Scrittore riusciva ad annusare quando la Domanda Imprevedibile era nell’aria, la vedeva materializzarsi, si sforzava di ricordare (senza alcuna possibilità di riuscirci) quella sperduta valle della Sila e il suo formaggio. Ogni volta si chiedeva se un giorno, alla milionesima presentazione, sarebbe stato anche in grado di prevederla, la Domanda Imprevedibile.

E subito dopo si chiedeva se sarebbe servito a qualcosa.

© 2011 Francesca Cosi. Tutti i diritti riservati

L'immagine è un'elaborazione grafica di Alessandra di questa foto di AlexK100; è rilasciata con licenza Creative Commons BY-NC-SA.

lunedì 16 maggio 2011

Sepúlveda: "Ammiro i traduttori"

Oggi vi segnaliamo una videointervista a Luis Sepúlveda, realizzata in questi giorni al Salone del Libro di Torino e tutta dedicata ai traduttori letterari e al loro rapporto con l'autore e il testo.

luis sepulveda

"Sento una profonda ammirazione per il lavoro di questo professionista anonimo che è il traduttore", dice il celebre scrittore.

Per la foto, reperibile qui, ringraziamo Ji-Elle.

sabato 14 maggio 2011

È nata la rivista Tradurre!

Abbiamo scoperto un nuovo sito-rivista dedicato alla traduzione: si chiama appunto Tradurre, è  semestrale e gli articoli sono lunghi e molto interessanti.

Ci sono piaciuti in particolare:
  • il "decalogo del lettore agguerrito" che si trova alla fine di questa pagina e offre ai lettori spunti per comprendere e far comprendere l'importanza della traduzione.
  • questo articolo che mette a confronto le traduzioni di Agatha Christie pubblicate negli anni Trenta (e riproposte da Mondadori fino agli anni Ottanta) con gli originali: tra i tagli operati per ridurre il numero di pagine e la censura del regime fascista, la distanza tra la traduzione e l'originale era notevole.
  • questa intervista alla traduttrice Maurizia Balmelli che racconta in modo approfondito il suo incontro con un libro difficile: Suttree di Cormac McCarthy.
Buona lettura!

lunedì 9 maggio 2011

Che lingua parlano i neonati?

I bambini appena nati strillano con l'intonazione della loro (futura) lingua: lo ha dimostrato uno studio condotto presso la Universität Wurzburg, in Germania, mettendo a confronto i pianti di 60 neonati tedeschi e francesi a tre giorni dal parto.

neonato

Il risultato si può sentire in questo file audio: il primo bambino è tedesco, il secondo francese. I picchi acustici dei loro pianti rispecchiano quelli tipici della lingua di appartenenza: si trovano all'inizio della frase in tedesco, nella parte finale in francese.

La spiegazione? Sembra che negli ultimi tre mesi di gravidanza i nascituri siano molto sensibili agli stimoli acustici e memorizzino l'intonazione della voce della mamma, che poi riproducono fin dai loro primi vagiti.

Per saperne di più e vedere il tracciato acustico delle voci dei due bambini (che evidenzia chiaramente le differenze), vai al sito di Focus.

Per la foto, reperibile qui, ringraziamo Paul Goyette.

giovedì 5 maggio 2011

Il mercato dell'e-book: lettori e editori a confronto

Nei giorni scorsi, per conto del Sindacato Traduttori Editoriali, abbiamo scritto il nostro secondo articolo dedicato all'e-book.

Nella prima puntata raccontavamo in dettaglio che cos'è e come funziona questo oggetto di cui si parla tanto (ma che per il momento hanno usato in pochi!).

Nell'articolo di oggi riportiamo i dati aggiornati sui lettori italiani che utilizzano l'e-book e sulle prospettive di diffusione nel nostro paese, confrontandoli con i dati americani. Passiamo poi ad analizzare le strategie finora adottate dagli editori di e-book, soffermandoci in particolare sul prezzo.
Buona lettura!

Se l'argomento e-book ti interessa, leggi anche questi post.

lunedì 2 maggio 2011

Vita da Topi Scrittori – Un lettore (forse) esperto

Continuiamo con i racconti brevi di Francesca dedicati a traduttori editoriali, autori e lettori. Buona lettura!

Vita da Topi Scrittori
Un lettore (forse) esperto

Certi giorni a Topo Scrittore capitavano cose strane. Capitava che qualche amico topo, che nel tempo libero amava scrivere, gli portasse in dono uno dei suoi testi e gli chiedesse un parere da esperto.

Topo Scrittore non si sarebbe definito così, ma di fronte a un libro non sapeva dire di no. Lo accoglieva con zampette frementi, congedava senza cerimonie l’amico topo e si metteva all’opera. Prima rosicchiava un angolo della copertina per entrare in confidenza col testo, poi si soffermava sul titolo, facendolo rimbalzare sulla piccola lingua rosata, infine andava all’incipit e incollava gli occhietti appuntiti sulla pagina. Ogni tanto emetteva uno squittio di soddisfazione oppure di disappunto; si fermava un momento, dava un colpetto agli occhiali tondi che gli scivolavano dal nasino affilato e riprendeva a leggere col muso affondato nel libro.

topo

Dopo un po’ si faceva un’idea: lo stile era buono come quel Camembert stagionato che il cugino Topo Sigismondo gli aveva portato dalla Francia tanti anni prima. L’intreccio gli ricordava quello che conduceva alla sua tana, nascosta nelle viscere delle fogne londinesi: complesso ma ordinato, con qualche svolta imprevista. I personaggi avevano spessore, proprio come quelli del cinema in 3D in cui si era intrufolato una sera di soppiatto, trafugando gli occhialini scivolati a un bimbo troppo piccolo per protestare. Ma… c’era davvero quel qualcosa che gli faceva venire voglia, anzi gli imponeva di continuare a girare le pagine? Quel profumino che gli stuzzicava l’appetito, quel refolo inconfondibile che attraversava le pagine dei libri irresistibili?

Topo Scrittore di tanto in tanto se lo chiedeva, poi riabbassava il capino e continuava a leggere.

© 2011 Francesca Cosi. Tutti i diritti riservati

L'immagine è un'elaborazione grafica di Alessandra della foto di George Shuklin; è rilasciata con licenza Creative Commons BY-NC-SA.