giovedì 30 dicembre 2010

Ma i libri più venduti sono anche i migliori? Una nuova classifica basata sulla qualità

Perché i ristoranti vengono classificati in base alla qualità del cibo, mentre per i libri vengono diffuse solo le classifiche di vendita? Sarebbe come considerare i McDonald's i ristoranti migliori solo perché sono i più frequentati.

Dopo aver fatto questa riflessione, Alberto Casadei, Andrea Cortellessa e Guido Mazzoni hanno proposto una controclassifica dei libri basata sulla qualità.

Per stilarla hanno contattato 100 "Grandi Lettori" che si occupano di letteratura contemporanea a livello professionale o meno: critici, scrittori, redattori editoriali, artisti, cineasti, attori, filosofi, sociologi (l'elenco si trova qui).
I "Grandi Lettori" sono stati incaricati di valutare le novità di letteratura italiana degli ultimi mesi e in base ai loro voti sono state realizzate le classifiche che si trovano qui, suddivise in 4 categorie: narrativa, saggistica, poesia, altre scritture. C'è poi anche una classifica delle opere straniere tradotte (con i nomi dei traduttori).

Buone letture!

lunedì 27 dicembre 2010

Siamo tutti traduttori? Il passaggio dalla lettura alla comprensione di una frase

Di recente abbiamo assistito a un seminario in cui Bruno Osimo (traduttore e teorico della traduzione; vedi anche questo post) accennava al processo che porta dalla lettura di una frase alla sua comprensione secondo le teorie dello psicologo sovietico Vygotskij, che proviamo a esporre sinteticamente (qualunque intervento da parte di chi ne sa di più è il benvenuto!).

Stando a Vygotskij, quando leggiamo una frase nella nostra lingua, stiamo già facendo una traduzione: traduciamo il testo dal linguaggio scritto a un "linguaggio interno", che non fa uso di parole, ma di unità di senso mentali. Esistono quindi due lingue: quella che usiamo per comunicare con l'esterno, e quella che utilizziamo per parlare con noi stessi, trasformando le parole vere e proprie in pensieri.
Quindi, in un certo senso siamo tutti traduttori: un'azione apparentemente semplice come la lettura è in realtà una forma complessa di traduzione del linguaggio scritto in pensieri. (Fin qui Vygotskij; quello che segue è invece una nostra elaborazione. Per approfondimenti su Vygotskij, vedi il glossario di questa tesi, il cui relatore è appunto Bruno Osimo).


Questa riflessione di Vygotskij ci porta a trarre una conclusione molto interessante: se ognuno di noi ha un proprio linguaggio interno, diverso da quello di tutti gli altri, la stessa frase, letta da 10 persone diverse, viene interiorizzata in 10 modi diversi: ognuno ha una comprensione dell'enunciato leggermente differente da quella degli altri (non troppo, altrimenti non ci capiremmo affatto, ma abbastanza da generare piccole incomprensioni o disaccordi). La frase è una sola, ma nella mente dei lettori non ha un significato univoco: ognuno la interpreterà in maniera personale, in base alla propria esperienza.

giovedì 23 dicembre 2010

Un racconto natalizio: "Tempi duri per Babbo Natale"

Per augurarvi buone feste abbiamo pensato di dedicarvi questo racconto natalizio di Francesca:

Tempi duri per Babbo Natale

Era arrivato novembre e la neve cadeva fitta sulla fabbrica di regali di Babbo Natale. L’attività ferveva: le renne andavano regolarmente in palestra ad allenarsi per la notte della Vigilia; gli elfi, con la carnagione verdastra e i vestitini attillati, selezionavano le lettere dei bambini, fabbricavano i regali e li impacchettavano senza un attimo di tregua, mentre Babbo Natale sorvegliava le attività dall’alto del suo pancione, che continuava a essere prominente nonostante la dieta.

Il compito di Babbo Natale, oltre alla consegna dei regali, consisteva nell’esaudire le richieste più difficili. Le letterine dei bambini, infatti, venivano divise in tre mucchi: quelle facili, che richiedevano giocattoli standard; quelle difficili, che esigevano la fabbricazione di doni su misura, e quelle stradifficili, che non richiedevano oggetti, ma doni immateriali come la pace nel mondo, la salute, la felicità. Ogni volta che arrivava una lettera stradifficile, gli elfi impallidivano, anzi, inverdastrivano, si stringevano le testoline allungate e lanciavano urla di terrore, poi gettavano la missiva in una cesta con un grande punto interrogativo sopra, pregando che non ne arrivassero altre. Di solito venivano esauditi: accadeva di rado che Babbo Natale ne ricevesse più di due o tre all’anno, ma ogni volta rimuginava per giorni e giorni insieme al suo team di elfi consulenti per trovare una soluzione che accontentasse i bambini, o che almeno non li scontentasse troppo.

Workshop 02

La letterina stradifficile del 2009 era di Giorgia, una bambina della provincia lombarda, e diceva pressappoco così:

Caro Babbo Natale,
negli ultimi tempi i miei genitori hanno il muso, parlano poco e ridono anche meno. Ho chiesto che cos’è successo, se è per quel brutto voto che ho preso in storia, ma mi hanno risposto che la scuola non c’entra: il problema è la “crisi”.
Non ho capito bene che cosa vuol dire, però so che la mamma non va più al lavoro ed è triste, mentre il papà è in cappa integrazione (non so se si dice così), insomma, sta a casa tre giorni alla settimana a fare la cassa intubazione, ed è sempre più nervoso.
Mi dispiace tanto vederli così e per questo Natale vorrei che, invece di portare un regalo a me, portassi un lavoro a loro.
Grazie e tanti bacini, anche agli elfi e alle renne,
Giorgia.

lunedì 20 dicembre 2010

Inchiesta sull'e-book in Italia (I parte): le risposte di Edigita

Con il post di oggi inauguriamo una serie di interviste per verificare lo stato di salute dell'editoria italiana cartacea e digitale, della lettura e delle professioni legate al settore (autori, traduttori, illustratori) in relazione all'avvento dell'e-book.

Apriamo questo ciclo con l'intervista a Renato Salvetti, direttore generale di Edigita, una delle principali piattaforme di distribuzione di e-book in Italia. A Salvetti abbiamo chiesto come sta andando l'editoria digitale a pochi mesi dal lancio e lui ci ha risposto con grande disponibilità. Ecco l'intervista (i nostri commenti sono in corsivo):

1. Come e perché è nata Edigita?
Edigita nasce da una iniziativa di alcuni grandi gruppi che operano nel campo dell'editoria libraria.
I nostri soci sono il Gruppo Rcs Libri, Effe 2005 (Finanziaria Gruppo Feltrinelli) e Messaggerie Italiane.
Siamo perciò collegati al secondo e terzo gruppo editoriale italiano, al primo e al secondo distributore italiano di libri, alla prima e alla seconda catena di librerie in Italia.
Lo scopo è quello di creare una società che si facesse carico degli investimenti necessari per creare un ponte tecnologicamente efficiente fra gli editori e i "negozi" in cui vengono e verranno venduti gli e-book.

renato salvetti direttore generale di edigita

2. Come descriverebbe la risposta all'e-book da parte degli editori?
Il mondo dell'editoria è quanto mai eterogeneo al suo interno e gli approcci sono stati molto diversi. In linea di massima c'è ancora molta cautela e una non piena comprensione delle potenzialità di questo nuovo canale di vendita.
(La cautela era apparsa molto chiara fin dall'intervento dell'Associazione Italiana Editori al Salone del Libro di Torino ed è emersa anche in questa tavola rotonda.)

domenica 19 dicembre 2010

Tutte le librerie più strane per i vostri libri

A volte ci sembra di avere esaurito le idee per affrontare un argomento, un lavoro, un problema, un testo, ma c'è sempre un modo nuovo e originale per farlo.

Prendiamo per esempio le librerie: se pensiamo senza sforzarci, la prima che ci viene in mente è l'economicissima e capiente Billy dell'Ikea. Ma non è detto che una scaffalatura per i libri debba banalmente essere fatta di assi di legno verticali e orizzontali: lo dimostrano gli inventori di mobili come questo.

A chi verrebbe mai in mente di costruire una libreria usando proprio i libri? Ci ha pensato l'americano Jim Rosenau, che mette in mostra le sue opere sul sito This Into That.

E Rosenau non è il solo ad aver progettato librerie strane: qui, qui e qui trovate i pezzi di molti altri designer fantasiosi.

giovedì 16 dicembre 2010

Scaricare e-book gratis? Ecco i siti per farlo (legalmente)

Vi ricordate Fahrenheit 451 (romanzo di Ray Bradbury e film di Truffaut)? In un futuro ipotetico in cui la lettura è reato, i vigili del fuoco hanno il compito di snidare e bruciare i pochi libri nascosti nelle case dei dissidenti, in modo da distruggere per sempre la letteratura.

Oggi con il web non sarebbe più possibile: esistono ormai diversi siti che mettono a disposizione ebook gratuiti di tutti i generi. Vi segnaliamo i più importanti per i testi in lingua italiana (degli altri scriveremo prossimamente).

Book burning

Partiamo da BibIt, il sito della Biblioteca Italiana ospitato dall'Università La Sapienza, che offre oltre 1700 testi rappresentativi della tradizione letteraria italiana dal Medioevo al Novecento, visualizzabili in Html (e prossimamente in Pdf).

LiberLiber è una delle prime biblioteche online realizzate nel nostro paese: è nata infatti nel 1994. I suoi volontari hanno digitalizzato circa 2000 volumi, tutti scaricabili in Pdf, Rtf o Txt, ma non ci sono solo testi: LiberLiber offre anche un'audioteca da cui è possibile scaricare audiolibri e una sezione musicale.

Ultimo arrivato, ma ugualmente multimediale, è Media Library OnLine, un network di biblioteche italiane che ha aperto il prestito digitale di e-book, musica e audiolibri, quotidiani e periodici, immagini e video, per un totale di 49.500 oggetti digitali, tra cui circa 30.000 e-book.
Il prestito avviene online, 24 ore su 24, sotto forma di streaming o download a tempo (da 15 giorni a un mese); prima però bisogna procurarsi Username e Password presso la propria biblioteca (leggi il nostro resoconto della nostra esperienza nel post "E-book in prestito nelle biblioteche italiane").

Se l'argomento ti interessa, leggi anche il post "Come scaricare 69.000 ebook gratis da Amazon"

domenica 12 dicembre 2010

Editori equi e solidali

Oggi riprendiamo un'idea lanciata da Bruno Osimo, traduttore, teorico della traduzione e autore di celebri manuali per traduttori: non sarebbe bello segnalare pubblicamente gli editori più corretti dal punto di vista etico, stilando una sorta di classifica di quelli che si comportano meglio?

Si potrebbero seguire gli stessi principi del consumo critico e delle botteghe del mondo: accanto al commercio equo e solidale, avremmo l'editoria equa e solidale. La parte più sensibile dei lettori, così, potrebbe scegliere consapevolmente l'editore di fiducia, e magari sarebbe disposta a pagare i libri un po' di più, pur di essere certa di finanziare un produttore etico.

I criteri di classificazione delle case editrici potrebbero essere gli stessi del consumo critico: rispetto per l'ambiente (in questo caso, uso di carta sostenibile o riciclata), trattamento equo di collaboratori e dipendenti, attenzione alla qualità del prodotto, rispetto della normativa fiscale, assenza di monopoli o concentrazione eccessiva di potere ecc.

Qualcosa si sta muovendo in questa direzione: vedi la pagina del blog Scrittori In Causa dedicata all'editoria etica e la campagna di Greenpeace per l'impiego di carta sostenibile da parte delle case editrici (attenzione, però: alcuni editori certificati come "ecologici" in realtà non lo sono: leggi qui la denuncia di Luigi Bechini, responsabile Certificazioni Geca Spa).

giovedì 9 dicembre 2010

Il caso di Yara e la traduzione sbagliata

Pare che con la sparizione di Yara, la tredicenne di Brembate, il marocchino Fikri non c'entri nulla. Una delle prove che hanno portato al suo fermo non è una prova, ma un errore di traduzione dall'arabo: in un'intercettazione telefonica gli era stata attribuita la frase "Allah, perdonami, non l'ho uccisa io", ma in realtà avrebbe detto "Dio, fa che risponda".

Com'è possibile che sia successa una cosa del genere? Non sappiamo come sono andate le cose, ma possiamo fornire qualche dato sulle condizioni di lavoro degli interpreti e traduttori giudiziari:
  • hanno un'enorme responsabilità;
  • ricevono ancora oggi gli onorari fissati nel 1980 e adeguati all'euro: 14,68 euro per le prime due ore di lavoro (dette in gergo "vacazione"), a cui si aggiungono 8,15 euro per ogni vacazione successiva. Non possono fare più di 4 vacazioni al giorno, per cui al massimo possono guadagnare 39 euro. Ah, dimenticavo: le cifre, naturalmente, sono lorde. Oltretutto, i tempi di pagamento sono lunghi e in genere passa un anno prima che l'interprete riceva il (magro) compenso che gli spetta.
Chi può permettersi di lavorare a cifre simili? Non certo un professionista. Spesso va a finire che, soprattutto per le lingue meno rappresentate nel nostro paese, le autorità giudiziarie si rivolgono a un madrelingua che magari conosce un certo dialetto, ma il più delle volte non ha le necessarie competenze di interprete o traduttore. Non è colpa sua: semplicemente, quello non è il suo mestiere.

Ma perché le autorità dovrebbero chiedere che so, a un idraulico o a una commercialista, di fare l'interprete? Questo è uno dei tanti problemi che derivano dalla mancata regolamentazione della professione. Siccome non esistono regole per l'accesso alla professione, può esercitarla chiunque, anche un idraulico: basta che si iscriva ai ruoli in tribunale, dove nessuno verificherà le sue competenze. Che importa se poi ci va di mezzo il futuro di qualche innocente?

L'Associazione Italiana Traduttori e Interpreti conduce da anni una campagna per il riconoscimento e la regolamentazione della professione. Leggi il comunicato stampa dell'Associazione in merito all'errore di traduzione nel caso di Yara e gli articoli sulle condizioni di lavoro di traduttori e intrepreti di tribunale pubblicati sul Sole 24 Ore, su MondoProfessionisti e sul Corriere della Sera. Per approfondimenti sui lavori degli inquirenti di Bergamo e su come l'errore è stato scoperto, leggi questo articolo del Corriere.

Aggiornamento del 20/12: una collega ci ha informato che al tribunale di Milano esistono dei criteri per essere inseriti nelle liste: bisogna presentare una certificazione dei lavori già svolti e superare un esame orale di lingua presso la Camera di Commercio. Per presentare questa documentazione bisogna però pagare alcune centinaia di euro in balzelli, il che costituisce un deterrente (sia per molti stranieri che svolgono lavori precari sia per i professionisti!).

domenica 5 dicembre 2010

Quali sono le parole più cercate sul dizionario? I redattori del Merriam-Webster rispondono

Oltre a fornire l'utilissima divisione in sillabe e la pronuncia (con audio) delle parole, il sito del celebre dizionario americano Merriam-Webster offre anche brevi video in inglese in cui i redattori del dizionario commentano l'uso o lo spelling di alcune parole.

I video più interessanti mettono in evidenza i collegamenti tra le parole più cliccate in un dato periodo e le news del giorno: qui trovate il caso delle ricerche fatte sul Merriam-Webster il giorno della morte di Michael Jackson.

Quello che vedete qui, invece, è il video dedicato allo slang e al suo discusso inserimento nel dizionario.

venerdì 3 dicembre 2010

Appello per il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo

Di recente abbiamo visitato il Museo di Fotografia Contemporanea, attivo a Cinisello da 5 anni: è uno dei pochissimi musei del genere in Italia.
Oltre alle mostre temporanee, ospita un patrimonio fotografico di 1.800.000 immagini in bianco e nero, a colori e negativi.
C'è anche una ricca biblioteca con 14.000 volumi di fotografia: monografie, cataloghi, testi teorici e collezioni di riviste italiane e straniere.
Vengono organizzate presentazioni e workshop e la visita è gratuita.
Il personale è gentile e trasmette passione per ciò che fa (in particolare abbiamo incontrato la responsabile del servizio educativo, Diletta Zannelli).

logo+associazione amici del museo di fotografia contemporanea
Dopo la bella esperienza di visita, ci è dispiaciuto molto ricevere la mail in cui si diceva che, nonostante l'attività svolta, il museo si trova in gravi difficoltà a causa della "congiuntura economica e politica" e "rischia di non poter continuare la propria attività".
Per sostenerlo, è possibile entrare a far parte dell'associazione degli Amici del Museo: qui trovate tutte le informazioni.

mercoledì 1 dicembre 2010

Da dove vengono le idee?

Oggi abbiamo tradotto per voi un post di Seth Godin, esperto di marketing con idee molto innovative e un modo originale di guardare alle cose. Il post si intitola Where do ideas come from? e parla, appunto, di come nascono le idee:
  1. Le idee non vengono guardando la televisione
  2. A volte le idee vengono mentre si assiste a una conferenza
  3. Spesso le idee vengono leggendo un libro
  4. Le buone idee nascono da quelle cattive, ma solo se ce ne sono abbastanza
  5. Le idee odiano le sale riunioni, in particolare quelle che hanno ospitato critiche, attacchi personali o noia
  6. Le idee vengono in mente quando entrano in collisione universi differenti
  7. Spesso le idee si sforzano di essere all’altezza delle aspettative. Se ci si aspetta che compaiano, lo fanno
  8. Le idee temono gli esperti, ma adorano l’atteggiamento del principiante. Una minima consapevolezza è buona cosa
  9. Le idee vengono a ondate, fino a spaventarci. Willie Nelson compose tre dei suoi maggiori successi in una settimana.
  10. Le idee nascono dai problemi
  11. Le idee nascono dal nostro ego e funzionano al meglio quando sono altruiste e disinteressate
  12. Le idee vengono dalla natura
  13. Qualche volta le idee nascono dalla paura (di solito nei film), ma più spesso dalla fiducia
  14. Le idee utili vengono quando siamo svegli, abbastanza vigili da notare davvero le cose
  15. Ma a volte le idee entrano di soppiatto quando stiamo dormendo o siamo troppo intontiti per avere paura
  16. Le idee arrivano di sbieco, o mentre facciamo la doccia, quando non ci stiamo pensando
  17. Le idee mediocri si divertono a copiare ciò che funziona in un dato momento
  18. Le idee migliori superano d’un balzo quelle mediocri
  19. Le idee non hanno bisogno di passaporto e spesso attraversano impunemente le frontiere (di qualunque tipo)
  20. Un’idea deve sempre partire, perché se resta semplicemente dov’è e non giunge a noi, rimane nascosta. E le idee nascoste non viaggiano, non hanno alcuna influenza né punti d'incontro con il mercato. Muoiono sole. 
Le Penseur Alte Nationalgalerie

Le buone idee, quindi, vengono quando ci impegniamo attivamente in qualcosa, che si tratti di una lettura ispiratrice (vedi punto 3) o di una conferenza (2), quando siamo svegli e vigili (14), aperti a riceverle (7), ma senza paura (13) o sforzo eccessivo (16). Una visione zen del nostro processo creativo, insomma, che ci riempie di ottimismo.

Se è così, infatti, ognuno di noi potrebbe farsi venire un’idea davvero buona per migliorare la propria situazione, anche in modo significativo. Perché no?

Per applicare i 20 punti di Seth Godin al marketing, vi consigliamo di leggere questo post di Cristina Mariani, consulente aziendale e autrice di due volumi ricchissimi di spunti che vale la pena di leggere: Marketing Low Cost e Comunicazione Low Cost (li abbiamo divorati!).

(La foto de Il pensatore di Auguste Rodin è stata gentilmente messa a disposizione da Taty2007 ed è reperibile qui.)